Radon in villetta con muratura in tufo: misurazioni rassicuranti al piano rialzato — caso studio provincia di Salerno

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Una villetta in muratura in provincia di Salerno. Struttura in cemento armato con parti in tufo nella muratura esterna — uno dei materiali più comuni nell'edilizia campana storica, e tra quelli con emissività di gas Radon non trascurabile. Il committente, F*** D***, aveva deciso di misurare dopo la perdita del padre, che aveva vissuto per anni nella stessa abitazione. Non cercava colpevoli — cercava dati. La risposta strumentale è stata chiara: l'aria della villetta era tra le più pulite che abbiamo misurato.

Il contesto

A2C è stata incaricata di eseguire la misurazione del gas Radon in una villetta situata al piano rialzato in provincia di Salerno. La struttura è in cemento armato con muratura esterna parzialmente in tufo e tramezzature interne in laterizio — una combinazione tipica dell'edilizia campana degli anni '70 e '80. La superficie è di circa 160 m², l'edificio è visivamente ben aerato e presenta un camino funzionante. Al momento del sopralluogo non si riscontravano crepe significative nell'intonaco.

Il tufo è una roccia vulcanica sedimentaria ricca di silicati e, in alcune varietà, con contenuto non trascurabile di radionuclidi naturali della serie dell'Uranio-238. In Campania è stato storicamente utilizzato come materiale da costruzione per le sue proprietà termiche ed è ancora presente in molti edifici, anche ristrutturati. La sua presenza nella muratura non implica automaticamente concentrazioni elevate di Radon negli ambienti interni, ma rende la misurazione particolarmente indicata.

Il piano rialzato — a differenza del piano terra o del seminterrato — non è in contatto diretto con il suolo attraverso la pavimentazione, ma mantiene comunque un'interfaccia con le fondamenta attraverso le pareti perimetrali. In strutture con muratura in tufo, questa via di ingresso può essere non trascurabile. La buona ventilazione naturale dell'edificio costituiva un fattore favorevole in partenza.

Normativa di riferimento: Il D.Lgs. 101/2020 fissa il livello di riferimento per le abitazioni esistenti a 300 Bq/m³ (media annua). Per le abitazioni di nuova costruzione, dal 2025 il limite scende a 200 Bq/m³. In assenza di obblighi normativi per i privati, la misurazione rimane la sola via per avere certezza.

La misurazione

Sono stati posizionati 2 dosimetri passivi a tracce nucleari CR-39, analizzati da laboratorio accreditato secondo il metodo UNI ISO 11665-4:2021, per un periodo di esposizione di circa 6 mesi. I dosimetri sono stati disposti nelle seguenti posizioni, entrambe al piano rialzato:

Ambiente Piano Posizione dosimetro Concentrazione Radon Limite D.Lgs. 101/2020 Esito
Cucina Piano rialzato Su piano di lavoro 11 Bq/m³ 300 Bq/m³ ✔ Conforme
Camera matrimoniale Piano rialzato Su comodino 25 Bq/m³ 300 Bq/m³ ✔ Conforme

Entrambi i valori sono risultati molto al di sotto del limite normativo. Il valore più elevato — 25 Bq/m³ nella camera da letto — rappresenta meno di un decimo della soglia di 300 Bq/m³. Per confronto, il valore medio delle abitazioni italiane stimato dall'ISPRA si attesta intorno a 70 Bq/m³: la villetta si colloca ben al di sotto della media nazionale.

Due dosimetri passivi posizionati in cucina e in camera da letto di una villetta con muratura in tufo per la misurazione comparativa della concentrazione di gas Radon nei diversi ambienti

Il dosimetro posizionato nella cucina ha registrato il valore più basso dei due: 11 Bq/m³. Questo dato è coerente con la presenza del camino, che favorisce la circolazione d'aria verticale nell'ambiente, e con la maggiore tendenza a ventilare naturalmente i locali di servizio rispetto alle camere da letto.

«Entrambi i valori sono tra i più bassi che rileviamo in strutture con muratura in tufo. La buona ventilazione naturale dell'edificio e l'assenza di criticità strutturali hanno impedito ogni accumulo significativo. Il tufo non è automaticamente un problema: dipende da come è costruito e ventilato l'edificio.»

L'esito

Le conclusioni della relazione tecnica sono nette: nessun intervento di bonifica è necessario. Le concentrazioni di Radon rilevate in entrambi gli ambienti sono ampiamente conformi al limite di 300 Bq/m³ previsto dal D.Lgs. 101/2020, e inferiori anche ai valori medi dell'edilizia residenziale italiana.

La presenza di tufo nella muratura esterna non ha determinato — in questo caso — alcuna via di ingresso significativa per il gas. I fattori che hanno contribuito al risultato positivo sono riconducibili principalmente a tre elementi: la posizione al piano rialzato, con riduzione dell'interfaccia diretta col suolo rispetto a un piano terra; la buona ventilazione naturale degli ambienti, favorita dalla distribuzione planimetrica e dalla presenza del camino; l'assenza di discontinuità significative nell'intonaco o nelle murature che avrebbero potuto costituire percorsi preferenziali per il gas.

Il committente ha ricevuto la documentazione tecnica completa con i rapporti di prova del laboratorio accreditato. I dati raccolti hanno risposto alla domanda che aveva motivato la misurazione: i livelli di Radon nell'abitazione, anche nelle condizioni di utilizzo precedenti, erano compatibili con una qualità dell'aria del tutto nella norma.

Tufo e Radon: una relazione da valutare caso per caso. Il tufo campano è un materiale eterogeneo: la sua emissività di Radon dipende dalla varietà geologica, dall'età e dallo stato di conservazione della muratura. La presenza di tufo in un edificio è un motivo per misurare, non per allarmarsi. Come dimostra questo caso, strutture con muratura in tufo ben costruite e adeguatamente ventilate possono presentare concentrazioni di Radon molto basse.

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Domande frequenti

Il tufo nelle pareti di casa mia può causare problemi di Radon?

Dipende. Il tufo campano contiene radionuclidi naturali in concentrazioni variabili a seconda della varietà e dell'età geologica. In teoria può emettere Radon nelle murature, ma affinché il gas raggiunga concentrazioni significative negli ambienti interni devono coincidere più fattori: emissività elevata del materiale, discontinuità nell'intonaco, scarso ricambio d'aria. In un edificio ben costruito e aerato, il tufo raramente costituisce un problema. La misurazione è l'unico modo per saperlo con certezza.

Il camino aiuta a ridurre le concentrazioni di Radon?

Indirettamente sì. Un camino funzionante favorisce la circolazione d'aria verticale nell'edificio, contribuendo al ricambio naturale dei locali adiacenti. Questo effetto è più marcato in inverno, quando il tiraggio è attivo. Non è una soluzione di bonifica specifica per il Radon, ma è uno dei fattori che, insieme alla ventilazione naturale, contribuisce a mantenere basse le concentrazioni in ambienti altrimenti chiusi.

Ha senso misurare il Radon in una casa che si sta valutando di acquistare?

Sì, è una delle verifiche più utili che un acquirente può richiedere, specialmente per immobili con muratura storica in tufo o per abitazioni al piano terra o seminterrato. A differenza di altri parametri edilizi, il Radon non è visibile e non produce odori: solo una misurazione strumentale può escluderlo. Il costo della misurazione è trascurabile rispetto al valore di un acquisto immobiliare e può influenzare la trattativa o suggerire interventi preventivi prima del rogito.

La misurazione è stata eseguita in stagione invernale o estiva?

I dosimetri passivi vengono posizionati per coprire un arco temporale che include entrambe le stagioni, oppure collocati preferibilmente nei mesi autunnali per includere la stagione invernale, quella con concentrazioni tipicamente più elevate. La norma UNI ISO 11665-4 richiede una misurazione integrata: il risultato è la media sull'intero periodo di esposizione, che attenua le variazioni stagionali e fornisce un dato rappresentativo dell'esposizione reale.

Perché i due dosimetri hanno dato valori diversi nello stesso edificio?

È normale. La distribuzione del Radon in un edificio non è uniforme: dipende dalla ventilazione di ciascun locale, dalla distanza dalle pareti, dalle aperture verso l'esterno e dalle abitudini di utilizzo degli ambienti. La cucina, usata con più frequenza di apertura di finestre e dotata di ventilazione naturale superiore, ha registrato il valore più basso. La camera da letto, tenuta più chiusa nelle ore notturne, ha registrato un valore leggermente più alto — rimasto comunque ampiamente sotto soglia.

 

Misurare il Radon in una casa con muratura storica è un gesto di consapevolezza, non di allarmismo. I dati, in questo caso, hanno confermato che una struttura ben aerata e ben mantenuta può presentare concentrazioni di gas Radon tra le più basse rilevabili — indipendentemente dai materiali costruttivi.

 

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