Un locale interrato a Napoli, struttura ottocentesca in muratura di tufo. La misurazione del gas Radon era obbligatoria: l'attività si svolgeva in un seminterrato accessibile al personale, con un impianto aeraulico che si è rivelato insufficiente. I valori rilevati nella prima campagna con misura attiva erano formalmente sotto il limite allora vigente — ma avrebbero superato il limite attuale di 300 Bq/m³ in tutti e quattro i punti campionati. L'intervento di bonifica è stato mirato ed efficace: la seconda misurazione annuale, eseguita dopo l'ottimizzazione della ventilazione, ha restituito valori conformi in ogni ambiente. Questo caso documenta l'intero percorso: dall'individuazione del problema alla verifica del risultato.
A2C è stata incaricata di eseguire la valutazione del gas Radon presso un'attività farmaceutica con locali operativi situati al piano interrato di un edificio in muratura di tufo nel comune di Napoli. L'edificio risale alla seconda metà del XIX secolo: struttura portante in tufo napoletano, solai in laterocemento aggiunti in epoca successiva, superficie dei locali interrati di circa 137 m². Gli ambienti erano utilizzati quotidianamente dal personale per deposito, preparazioni e attività amministrative.
Il tufo napoletano — o tufo giallo della Campania — è uno dei materiali da costruzione più diffusi nell'edilizia storica partenopea. La sua elevata porosità e il contenuto non trascurabile di radionuclidi naturali della serie dell'Uranio-238 lo rendono una delle principali sorgenti di gas Radon negli edifici storici campani. In un locale interrato, dove il contatto con la muratura è diretto su tre o quattro lati e il ricambio d'aria naturale è limitato, la combinazione tra materiale emissivo e ventilazione insufficiente può determinare accumuli significativi.
L'impianto aeraulico esistente al momento del primo sopralluogo era dimensionato per il ricambio igienico-sanitario minimo, senza considerare il contributo specifico del Radon. Questa è una condizione frequente negli edifici storici adeguati nel corso degli anni: l'impianto funziona, ma non garantisce la diluizione sufficiente del gas nei locali meno ventilati.
Prima della campagna di misura con dosimetri passivi, è stato eseguito uno screening con misuratore attivo per ottenere una stima rapida della concentrazione di Radon nei locali interrati. Il misuratore è stato posizionato per un periodo di 37 giorni nell'area di deposito, che rappresentava l'ambiente con la minore ventilazione naturale e la maggiore superficie di muratura in tufo esposta.
Il valore medio rilevato dallo screening è risultato pari a circa 237 Bq/m³. Questo dato, pur non avendo il valore normativo di una misurazione annuale con dosimetri passivi, era già indicativo di una situazione che richiedeva approfondimento: il valore si collocava a metà del limite allora vigente (500 Bq/m³ secondo D.Lgs. 241/2000) e ben al di sopra del limite oggi applicabile (300 Bq/m³ secondo D.Lgs. 101/2020). Lo screening ha motivato l'avvio immediato della campagna con dosimetri passivi su più punti.
Sono stati posizionati 4 dosimetri passivi a tracce nucleari CR-39, analizzati da laboratorio accreditato, per un periodo di 12 mesi nei locali interrati. I dosimetri sono stati disposti nei quattro ambienti principali del piano interrato, tutti utilizzati regolarmente dal personale.
| Ambiente | Piano | Conc. Radon (1ª misura) | Limite D.Lgs. 241/2000 | Limite D.Lgs. 101/2020 | Esito (normativa attuale) |
|---|---|---|---|---|---|
| Deposito farmaci | Interrato | 452 Bq/m³ | 500 Bq/m³ | 300 Bq/m³ | ✘ Non conforme |
| Laboratorio preparazioni | Interrato | 489 Bq/m³ | 500 Bq/m³ | 300 Bq/m³ | ✘ Non conforme |
| Spogliatoio personale | Interrato | 468 Bq/m³ | 500 Bq/m³ | 300 Bq/m³ | ✘ Non conforme |
| Archivio amministrativo | Interrato | 497 Bq/m³ | 500 Bq/m³ | 300 Bq/m³ | ✘ Non conforme |
Con il limite del D.Lgs. 241/2000 allora vigente (500 Bq/m³), nessun valore superava formalmente la soglia — ma tutti si collocavano tra l'80% e il 99% del limite, configurando una situazione di rischio diffuso che richiedeva comunque intervento. Applicando il D.Lgs. 101/2020 oggi vigente (300 Bq/m³), tutti e quattro i punti avrebbero richiesto bonifica obbligatoria.
I valori rilevati erano sufficientemente elevati — tutti al di sopra dell'80% del limite allora vigente e tutti sopra il limite attuale di 300 Bq/m³ — da giustificare l'avvio immediato delle misure correttive.

L'intervento di bonifica non ha richiesto opere strutturali invasive. L'analisi delle vie di ingresso del gas e delle condizioni di ventilazione dei locali ha indicato che il problema era riconducibile principalmente all'insufficienza del ricambio d'aria, non a specifiche discontinuità strutturali nelle murature.
L'impianto aeraulico esistente è stato ottimizzato aumentando la portata d'aria nei locali interrati, con revisione delle bocchette di immissione e ripresa per garantire una distribuzione uniforme del flusso. L'intervento ha mirato in particolare al laboratorio preparazioni e allo spogliatoio, che mostravano i valori più elevati e la minore ventilazione naturale. Il costo dell'intervento è risultato contenuto rispetto a soluzioni alternative come la depressurizzazione sub-soletta o la ventilazione meccanica controllata dedicata, che sarebbero state necessarie in presenza di vie di ingresso strutturali rilevanti.
«In questo caso il tufo era la sorgente, ma il problema era la ventilazione. Aumentare il ricambio d'aria nei locali interrati ha diluito il gas prima che si accumulasse. È l'intervento meno invasivo possibile, ma richiede una verifica strumentale per confermare l'efficacia — che è esattamente quello che abbiamo fatto.»
Dopo l'ottimizzazione dell'impianto, è stata eseguita una campagna di misura annuale con 4 dosimetri passivi CR-39, analizzati da laboratorio accreditato secondo il metodo UNI ISO 11665-4:2021, per un periodo di 12 mesi consecutivi. I dosimetri sono stati posizionati negli stessi ambienti della prima campagna per garantire la comparabilità dei risultati.
| Ambiente | Piano | Conc. Radon (2ª misura — media annua) | Limite D.Lgs. 101/2020 | Esito |
|---|---|---|---|---|
| Deposito farmaci | Interrato | 208 Bq/m³ | 300 Bq/m³ | ✔ Conforme |
| Laboratorio preparazioni | Interrato | 214 Bq/m³ | 300 Bq/m³ | ✔ Conforme |
| Spogliatoio personale | Interrato | 209 Bq/m³ | 300 Bq/m³ | ✔ Conforme |
| Archivio amministrativo | Interrato | 211 Bq/m³ | 300 Bq/m³ | ✔ Conforme |
Tutti e quattro i valori sono risultati conformi al limite di 300 Bq/m³ del D.Lgs. 101/2020. La riduzione rispetto alla prima campagna è stata di circa il 55%: i valori sono scesi da un range di 452–497 Bq/m³ a un range di 208–214 Bq/m³. La distribuzione uniforme dei valori tra i quattro ambienti — a differenza della prima campagna, dove il laboratorio mostrava il picco più elevato — indica che l'ottimizzazione della ventilazione ha prodotto un effetto di diluizione omogeneo in tutto il piano interrato.
La seconda misurazione, condotta su 12 mesi con metodologia conforme alla norma UNI ISO 11665-4:2021, costituisce la verifica normativa definitiva dell'efficacia della bonifica.
Le conclusioni della relazione tecnica post-bonifica sono univoche: la bonifica ha raggiunto l'obiettivo. I valori medi annui si collocano tutti tra 208 e 214 Bq/m³, ampiamente al di sotto del limite normativo di 300 Bq/m³. L'attività può proseguire regolarmente con la documentazione tecnica aggiornata.
La gestione dispone ora di un fascicolo completo che documenta l'intero iter: screening iniziale, prima campagna con evidenza del superamento, relazione tecnica con indicazione delle misure correttive, seconda campagna annuale con verifica dell'efficacia. Questa documentazione consente di aggiornare il DVR aziendale, è valida nei confronti dei dipendenti, delle autorità di vigilanza (ARPAC, ASL) e soddisfa gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008, dal D.Lgs. 101/2020 e dalla L.R. Campania 13/2019.
Periodicità della misurazione: In caso di risultati conformi, il D.Lgs. 101/2020 prevede la ripetizione ogni 8 anni, salvo interventi strutturali significativi sull'edificio che richiedano una verifica anticipata. La nuova campagna di misura è programmata di conseguenza.

I tecnici A2C eseguono la misurazione del gas Radon in ambienti di lavoro, attività commerciali e strutture soggette alla L.R. Campania 13/2019 e al D.Lgs. 101/2020. Il servizio comprende il piano di campionamento, il posizionamento e il ritiro dei dosimetri, l'analisi in laboratorio accreditato e la relazione tecnica firmata da Esperto Qualificato in Radioprotezione di III° Grado — tutta la documentazione necessaria per aggiornare il DVR.
Per appartamenti fino a 100 m²: 250 €
(oneri fiscali e previdenziali inclusi, escluse spese di trasferta).
Per attività commerciali, locali interrati o esigenze specifiche: preventivo personalizzato.
📍 Servizio attivo nelle province di Salerno e Avellino.
Il presente servizio è attivo esclusivamente nei seguenti comuni: Salerno, Cava de' Tirreni, Castiglione del Genovesi, Pellezzano, Vietri sul Mare, Baronissi, Fisciano, Pontecagnano Faiano, San Mango Piemonte, Cetara, Bellizzi, Nocera Inferiore, Mercato San Severino, Pagani, Battipaglia, Sant'Egidio del Monte Albino, Montoro Inferiore, Minori, Maiori, Corbara, Nocera Superiore, Eboli, Roccapiemonte, Angri, Atrani, Montecorvino Pugliano, Castel San Giorgio, Amalfi, San Valentino Torio, Solofra, San Marzano sul Sarno, Sarno, Bracigliano, Scafati, Pompei, Montoro Superiore, Siano, Sant'Antonio Abate, Santa Maria la Carità, Striano, Forino, Ravello, Gragnano, Poggiomarino, Torre Annunziata, San Cipriano Picentino, Scala, Lettere, Casola di Napoli, Praiano, Conca dei Marini, Tramonti, Serino, Castellammare di Stabia, San Giuseppe Vesuviano, Santo Stefano del Sole, Cesinali, Terzigno, Campagna, Palma Campania, Ottaviano, Aiello del Sabato, Trecase, Albanella, San Gennaro Vesuviano, Calvanico, Atripalda, Capriglia Irpina, Pimonte, Marigliano, Nola, San Paolo Bel Sito, Contursi Terme, Furore, Torre del Greco, Mariglianella, Avellino, Contrada, Vico Equense, Tufino, San Vitaliano, Scisciano, Comiziano, Saviano, Casamarciano, Camposano, San Sebastiano al Vesuvio, Somma Vesuviana, Brusciano, Palomonte, Portici, Cicciano, Acerno, Cercola, San Giorgio a Cremano, Sant'Anastasia, Pomigliano d'Arco, Oliveto Citra, Domicella, Colliano, Baiano, Montefalcione, Pratola Serra, Volla, Altavilla Silentina, Sicignano degli Alburni, Liveri, Castello di Cisterna, Polla, Agerola, Pollena Trocchia, Napoli, Cimitile, Avella, Acerra, Montefredane, San Michele di Serino, Monteforte Irpino, Mercogliano, Positano, Candida, Parolise, Lauro, Moschiano, Manocalzati, Olevano sul Tusciano, Quindici, Giffoni Valle Piana, Valva, Buccino, Giffoni Sei Casali, Visciano, Carbonara di Nola, Postiglione, Casavatore, Pertosa, Casoria, Sorbo Serpico, San Potito Ultra, Pago del Vallo di Lauro, Casalnuovo di Napoli, Romagnano al Monte, Auletta, Recale, Casagiove, San Nicola la Strada, Sant'Angelo a Scala, Marzano di Nola, Mugnano del Cardinale, Afragola, Arzano, Crispano, Casapulla, Meta, Grottolella, Ospedaletto d'Alpinolo, Taurano, Pietradefusi, Montemiletto, Capaccio, Castelcivita, Santomenna, Curti, San Prisco, Sirignano, Petina, Caserta, Capodrise, Trentinara, Torre Le Nocelle, Caivano, Cardito, Melito di Napoli, Sant'Arpino, Succivo, Sala Consilina, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico, Portico di Caserta, Piano di Sorrento, Montefusco, Roccarainola, Frattaminore, Frattamaggiore, Grumo Nevano, Cesa, Macerata Campania, Santa Maria Capua Vetere, San Rufo, Quadrelle, Aquara, Marcianise.
La mia attività è in un seminterrato storico in tufo: devo per forza misurare il Radon?
Sì, se l'attività è accessibile al pubblico o vi lavorano dei dipendenti. La L.R. Campania 13/2019 impone la misurazione per qualsiasi attività lavorativa in locali interrati o a piano terra, indipendentemente dal settore merceologico. Il D.Lgs. 81/2008 richiede inoltre che il rischio Radon sia valutato nel DVR. L'inadempienza comporta la sospensione della certificazione di agibilità e l'impossibilità di proseguire l'attività.
I valori erano alti ma l'attività ha continuato a lavorare: è possibile?
Sì. Il superamento del livello di riferimento non determina la chiusura immediata dell'attività, ma obbliga il datore di lavoro ad avviare le misure correttive nel più breve tempo possibile e a documentarle. L'importante è che il percorso sia tracciabile: screening, prima misurazione, intervento, seconda misurazione di verifica. È esattamente questo iter documentato che tutela l'attività in caso di ispezione o contenzioso.
L'ottimizzazione della ventilazione è sufficiente per bonificare il Radon?
Dipende dalla causa del problema. Se il Radon si accumula perché la ventilazione è insufficiente a diluirlo — come in questo caso — aumentare il ricambio d'aria è spesso la soluzione più efficace ed economica. Se invece il gas entra attraverso discontinuità strutturali specifiche (giunti, passaggi di tubazioni, fessure nel solaio), possono servire interventi di sigillatura o sistemi di depressurizzazione sub-soletta. La scelta dipende dalla diagnosi tecnica preliminare.
Cosa succede se la seconda misurazione non conferma la bonifica?
Si ripete il ciclo: analisi delle cause residue, eventuale integrazione delle misure correttive, nuova campagna di misura. Non è infrequente che una prima ottimizzazione riduca i valori ma non li porti sotto soglia in tutti i punti — specialmente in edifici storici con murature eterogenee. In questo caso i valori post-bonifica sono risultati uniformemente conformi, il che indica che l'intervento ha risolto il problema in modo completo.
Ho documentazione tecnica degli anni 2000-2015: è ancora valida?
Dipende dai valori rilevati all'epoca e dal limite normativo applicato. Se la misurazione fu effettuata con il D.Lgs. 241/2000 (limite 500 Bq/m³) e i valori erano compresi tra 300 e 500 Bq/m³, quei risultati potrebbero non essere conformi al limite attuale di 300 Bq/m³ previsto dal D.Lgs. 101/2020. È opportuno riesaminare la documentazione esistente e valutare se sia necessaria una nuova campagna di misura.
Questo caso dimostra che un superamento del livello di riferimento, se individuato tempestivamente e gestito correttamente, non pregiudica l'attività. Il percorso di misura, bonifica e verifica è la risposta tecnica e normativa corretta — e produce una documentazione che tutela sia i lavoratori sia la gestione.