Campo magnetico cabina di trasformazione in condominio | Caso studio A2C Salerno

Campo magnetico cabina di trasformazione

Campo magnetico da cabina di trasformazione in condominio: quando la sorgente è sotto i tuoi piedi

Il pavimento caldo. Crepe nelle fughe delle piastrelle. E la sensazione — difficile da ignorare — che qualcosa sotto l'appartamento non andasse. Quando il proprietario ha chiesto ad A2C di misurare i campi magnetici nell'abitazione, la sorgente sospetta era già nota: una cabina di trasformazione MT/BT installata al piano box, direttamente sotto i locali residenziali. La misurazione ha confermato i timori: in prossimità del solaio, nel punto più vicino alla cabina, i valori rilevati superavano l'obiettivo di qualità di 3 µT fissato dal DPCM 08/07/2003 per i luoghi di permanenza prolungata. La criticità è stata documentata nella relazione tecnica. Il condominio ha formalizzato la comunicazione all'ente competente tramite legale.

Contesto: una cabina di trasformazione al piano box sotto un appartamento residenziale

L'immobile era un appartamento in un condominio di Salerno. Al piano box — direttamente sotto la zona giorno e parte della zona notte — era installata una cabina di trasformazione MT/BT, ovvero un impianto che abbassa la tensione dalla rete di media tensione (tipicamente 15–20 kV) alla bassa tensione (230/400 V) per l'alimentazione dell'intero comprensorio condominiale.

Le cabine di trasformazione sono sorgenti di campo magnetico a bassa frequenza (50 Hz) significative: i trasformatori e i conduttori di alta corrente che le attraversano generano campi che, in condizioni di carico normale, possono essere rilevanti nelle immediate vicinanze. La normativa italiana fissa un obiettivo di qualità di 3 µT per i luoghi in cui le persone permangono per più di quattro ore al giorno — soglia pensata proprio per proteggere chi abita stabilmente sopra o accanto a questo tipo di impianti.

Il proprietario aveva segnalato due anomalie fisiche nell'appartamento: il pavimento insolitamente caldo in alcuni punti del solaio prospiciente la cabina, e la presenza di crepe nelle fughe delle piastrelle in corrispondenza delle stesse zone. Entrambe le anomalie erano coerenti con un problema termico proveniente dalla cabina sottostante — un elemento che ha orientato la scelta dei punti di misura.

Obiettivo di qualità ≠ limite di legge. Il valore di 3 µT non è un limite di sicurezza assoluto: è un obiettivo di qualità, ovvero una soglia cautelativa per i luoghi di permanenza prolungata, fissata in via precauzionale. Il superamento non implica un danno immediato alla salute, ma impone al gestore dell'impianto di intervenire per rientrare nei valori previsti dalla normativa.

La misurazione: solaio, locali abitativi, distanza dalla cabina

Le misurazioni sono state eseguite con il Microrad NHT310, strumento conforme alle norme CEI 211-6 e IEEE 1309-2005, regolarmente tarato. Ogni rilievo ha avuto una durata di 6 minuti per punto, con la cabina in condizioni normali di esercizio — ovvero con il carico condominiale attivo, che rappresenta la condizione di esposizione reale del residente.

I punti di misura sono stati distribuiti seguendo un criterio di gradiente spaziale: dal punto più vicino al solaio sovrastante la cabina verso l'interno dell'appartamento, per documentare sia il picco di campo che il suo decadimento con la distanza. Sono stati rilevati i valori sia in prossimità del pavimento (a circa 10 cm dal solaio) che all'altezza del busto di una persona seduta e in piedi.

I risultati: obiettivo di qualità superato in prossimità del solaio

Punto di misura Altezza dal pavimento Campo magnetico (µT) Obiettivo qualità DPCM 2003 (µT) Esito
Soggiorno — sopra cabina, pavimento 10 cm 3,2 (valore max)
2,6 (media)
3 ⚠ Critico
Soggiorno — sopra cabina, altezza seduto 90 cm 1,8 3 ✔ Favorevole
Camera matrimoniale— adiacente alla zona critica 90 cm < 1 3 ✔ Favorevole
Camera da letto — adiacente alla zona critica 90 cm < 1 3 ✔ Favorevole
Strumento: Microrad NHT310. Durata rilievo: 6 min per punto. Cabina MT/BT attiva in condizioni normali di esercizio. Frequenza analizzata: 50 Hz (ELF).

Il quadro che emerge è coerente con la fisica della sorgente: il campo magnetico decade rapidamente con la distanza dalla cabina. A 10 cm dal solaio — la condizione di un bambino che gioca sul pavimento, o di un adulto disteso — il valore supera l'obiettivo di qualità di 3 µT. Già a 90 cm di altezza (persona seduta) il valore scende sotto la soglia. Spostandosi dalla zona direttamente sovrastante la cabina, il campo rientra ampiamente nei limiti.

Misuratore CEM su treppiede in prossimità del pavimento di un appartamento durante rilievo campo magnetico cabina di trasformazione

Il superamento era localizzato e dipendente dall'altezza — ma era reale e documentato. Un bambino che trascorre ore sul pavimento di quella zona è esposto a valori superiori all'obiettivo di qualità previsto dalla legge. Questo è il dato che la relazione ha messo nero su bianco.

L'esito: criticità documentata, condominio agisce tramite legale

La relazione tecnica di A2C ha documentato la criticità con precisione: superamento dell'obiettivo di qualità in prossimità del solaio, decadimento del campo con la distanza, descrizione della sorgente e riferimenti normativi applicabili. Il documento non si è limitato a rilevare il problema — ha fornito al condominio uno strumento tecnico utilizzabile in sede legale.

Il condominio ha formalizzato la comunicazione all'ente competente tramite il proprio legale, allegando la relazione tecnica come documentazione a supporto. La gestione delle fasi successive — interlocuzione con il gestore dell'impianto, eventuale richiesta di intervento tecnico sulla cabina — è passata nelle mani del legale e dell'amministratore condominiale.

Chi è responsabile di una cabina MT/BT in un condominio? La cabina di trasformazione è generalmente di proprietà del distributore locale di energia elettrica, che ne è anche responsabile della gestione e manutenzione. In caso di superamento dei valori normativi nei locali soprastanti, il gestore è tenuto ad adottare misure correttive. Il condominio può formalmente richiedere un intervento, e la relazione tecnica è lo strumento per farlo con basi documentali solide.

Il dato che resta: una cabina di trasformazione in un box condominiale non è necessariamente un problema — nella grande maggioranza dei casi i valori all'interno delle abitazioni rientrano ampiamente nei limiti. Ma quando la geometria dell'edificio posiziona i locali abitativi direttamente sopra la cabina, e i valori lo confermano, avere una relazione tecnica firmata è l'unico modo per agire con efficacia.

 

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I tecnici A2C eseguono la misurazione del campo magnetico da cabine di trasformazione e impianti elettrici condominiali in abitazioni e luoghi di lavoro, con confronto rispetto ai limiti normativi vigenti. Se necessario, vengono indicate le opzioni per ridurre l'esposizione o per agire nei confronti del gestore dell'impianto.

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Domande frequenti

Se nel mio condominio c'è una cabina elettrica, sono automaticamente esposto a valori fuori norma?

No. La presenza di una cabina di trasformazione non implica automaticamente il superamento dei valori normativi. Il campo magnetico dipende dal carico dell'impianto, dalla geometria della cabina e soprattutto dalla distanza: già a pochi metri dalla sorgente i valori si abbassano drasticamente. Il problema si pone principalmente quando i locali abitativi sono posizionati direttamente sopra o adiacenti alla cabina, con solaio condiviso e distanza minima dalla sorgente.

L'obiettivo di qualità di 3 µT è un limite di sicurezza?

È un limite cautelativo per i luoghi di permanenza prolungata — non un confine netto tra sicuro e pericoloso. Viene superato, il gestore dell'impianto è tenuto ad adottare misure correttive. Non implica un danno immediato alla salute, ma la legge lo prevede come valore da rispettare nei luoghi dove le persone trascorrono abitualmente più di quattro ore al giorno, come le abitazioni.

Cosa posso fare se la misurazione rileva un superamento?

La relazione tecnica è il primo passo: documenta il problema con dati strumentali verificabili. Con quel documento in mano, il condominio — tramite l'amministratore o un legale — può richiedere formalmente al gestore dell'impianto di intervenire per rientrare nei valori normativi. Il gestore (tipicamente e-distribuzione) è tenuto a rispondere e ad adottare misure correttive, che possono includere schermature, modifica del cablaggio interno o spostamento dell'impianto.

Il pavimento caldo e le crepe vicino alla cabina sono segnali da prendere sul serio?

Sono indicatori di un problema termico proveniente dall'impianto sottostante, che può essere correlato a un funzionamento anomalo della cabina o a un carico eccessivo. Non sono direttamente causati dal campo magnetico — ma la loro presenza, in combinazione con valori CEM elevati, rafforza la tesi di un impianto che necessita di verifica tecnica da parte del gestore. È opportuno segnalare entrambi gli aspetti nella comunicazione formale.

La misurazione deve essere fatta con la cabina accesa e sotto carico?

Sì, necessariamente. Il campo magnetico generato da una cabina di trasformazione è direttamente proporzionale alla corrente che scorre nei conduttori — che a sua volta dipende dal carico della rete in quel momento. Una misurazione con la cabina fuori servizio darebbe valori prossimi allo zero, privi di qualsiasi significato per valutare l'esposizione reale del residente. Il rilievo va effettuato in condizioni normali di esercizio, preferibilmente nelle ore di punta del consumo condominiale.

Una cabina di trasformazione in un condominio non è necessariamente un problema. Ma quando lo è, la relazione tecnica è l'unico strumento che trasforma un sospetto in un dato — e un dato in un'azione concreta.

 

 

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