Quando un'azienda di carpenteria metallica è obbligata per legge a valutare i campi elettromagnetici generati dai propri macchinari, la domanda cruciale non è solo "siamo nei limiti?" ma anche "ci sono lavoratori che richiedono una protezione aggiuntiva?". Questo caso studio descrive una valutazione CEM eseguita da A2C in una carpenteria metallica della provincia di Salerno, dove le saldatrici e la puntatrice a resistenza da 30 kW generavano campi magnetici con picchi significativi. L'analisi strumentale ha confermato il rispetto dei valori di azione previsti dal D.Lgs. 81/08, ma ha anche identificato uno scenario critico legato alla presenza di un lavoratore portatore di dispositivo cardiaco impiantato attivo (DCIA) — una condizione che richiede soglie cautelative più stringenti e misure organizzative specifiche.
La committenza era un'azienda di carpenteria metallica con sede in provincia di Salerno, attiva nella lavorazione e posa in opera di lamiere, strutture in acciaio, tubazioni industriali e grondaie. Il ciclo produttivo includeva diverse fasi ad elevato assorbimento elettrico: taglio laser, taglio al plasma, piegatura, tranciatura e — le sorgenti più rilevanti dal punto di vista CEM — saldatura a filo MIG/MAG, saldatura TIG e una puntatrice a resistenza da 30 kW.
La valutazione era obbligatoria ai sensi del D.Lgs. 81/08, Titolo VIII, Capo IV, aggiornato con il D.Lgs. 159/2016 che ha recepito la Direttiva 2013/35/UE. L'obbligo si applica a qualsiasi datore di lavoro in cui siano presenti sorgenti di campi elettromagnetici che potrebbero esporre i lavoratori a valori superiori ai valori di azione. Nel settore della carpenteria metallica, saldatrici e presse a resistenza sono tra le apparecchiature classificate ad alto potenziale di emissione CEM.
Un elemento aggiuntivo rendeva la valutazione particolarmente delicata: tra il personale era presente un lavoratore portatore di dispositivo cardiaco impiantato attivo (DCIA). Il D.Lgs. 159/2016 richiede che, in presenza di lavoratori particolarmente sensibili, la valutazione tenga conto di livelli d'azione specifici e più cautelativi rispetto alla popolazione lavorativa generale, con riferimento alla norma EN 50527.
Le misurazioni sono state eseguite con il Microrad NHT310 con sonda 10B, strumento conforme alle norme CEI 211-6 e IEEE 1309-2005. Ogni rilievo ha avuto una durata di 6 minuti in condizioni normali di esercizio, con lo strumento posizionato all'altezza del busto dell'operatore nella postazione più vicina alla sorgente — replicando la condizione di esposizione reale del lavoratore durante l'attività.
Sono stati selezionati 6 punti di misura, corrispondenti alle apparecchiature a maggiore potenziale emissivo del ciclo produttivo: taglio laser, taglio al plasma, puntatrice a resistenza PBP-30, saldatrice a filo MIG/MAG, saldatrice TIG e caricabatterie del muletto elevatore. Per ogni punto sono stati rilevati sia il campo magnetico a bassa frequenza (0–50 Hz), sia l'intensità e la densità di potenza del campo ad alta frequenza (0,1–3 GHz).
| Sorgente | Campo B medio | Picco B | Val. azione D.Lgs. 81/08 | Esito |
|---|---|---|---|---|
| Taglio laser | 0,12 µT | — | 20 µT | ✔ Favorevole |
| Taglio al plasma | 0,30 µT | — | 20 µT | ✔ Favorevole |
| Puntatrice a resistenza 30 kW | 1,30 µT | 59,8 µT | 20 µT | ✔ Favorevole (medio) |
| Saldatrice a filo MIG/MAG | 1,80 µT | 8,5 µT | 20 µT | ✔ Favorevole |
| Saldatrice TIG | 0,80 µT | 15,9 µT | 20 µT | ✔ Favorevole |
| Caricabatterie muletto | 1,20 µT | — | 20 µT | ✔ Favorevole |
| Strumento: Microrad NHT310 + sonda 10B. Distanza: 0,6–1,5 m dalla sorgente. Durata rilievo: 6 min per punto. Frequenza analizzata: 50 Hz (ELF). | ||||

Il dato più significativo è il picco di 59,8 µT rilevato in prossimità della puntatrice a resistenza. Il valore medio rimane ben al di sotto del valore di azione (1,30 µT vs 20 µT), e per la popolazione lavorativa generale questo non costituisce una non conformità. Tuttavia, in presenza di un lavoratore portatore di dispositivo cardiaco impiantato attivo (DCIA), il D.Lgs. 159/2016 richiede una valutazione specifica condotta ai sensi della norma EN 50527, che definisce un protocollo basato sul modello del dispositivo, sulla distanza dalla sorgente e sull'orientamento del campo. In questo caso, l'analisi ha indicato che le distanze di sicurezza risultanti dalla EN 50527 sono incompatibili con l'operatività ordinaria in prossimità della puntatrice: il lavoratore non può svolgere quella mansione in sicurezza.
I valori medi erano tutti nella norma per la popolazione lavorativa generale. La valutazione ha acquisito un livello di complessità superiore nel momento in cui è entrata in gioco la tutela di un lavoratore con condizione medica specifica: è lì che la misurazione strumentale da sola non basta, e serve un'analisi normativa puntuale.
La valutazione si è conclusa con esito favorevole per tutte le mansioni del ciclo produttivo rispetto ai valori di azione del D.Lgs. 81/08. Nessun lavoratore della popolazione generale superava le soglie che richiedono misure di mitigazione obbligatorie.
In ragione dei picchi rilevati e della presenza del lavoratore portatore di DCIA, il documento ha previsto le seguenti misure organizzative:
Il dato che resta: in una carpenteria metallica con processi di saldatura, la valutazione CEM non è un adempimento burocratico. È l'unico strumento che permette di sapere — con dati strumentali verificabili — chi può operare in prossimità di quale macchinario, e chi deve essere tutelato diversamente.

I tecnici A2C eseguono la valutazione del rischio CEM nei luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08, con rilievi strumentali, redazione del documento di valutazione e aggiornamento del DVR. Se necessario, vengono indicate le misure organizzative e tecniche per la gestione delle postazioni critiche e la tutela dei lavoratori sensibili.
Per luoghi di lavoro o esigenze specifiche: preventivo personalizzato.
📍 Servizio attivo nelle province di Salerno e Avellino.
La valutazione CEM è obbligatoria per tutte le aziende?
È obbligatoria per tutti i datori di lavoro in cui siano presenti sorgenti di campi elettromagnetici che possono esporre i lavoratori a valori superiori ai valori di azione definiti dal D.Lgs. 81/08. Nel settore della carpenteria metallica, della saldatura e di qualsiasi attività che utilizzi macchinari ad alta intensità di corrente, l'obbligo è pressoché universale. La mancata valutazione comporta sanzioni penali con arresto o ammenda.
Cosa succede se in azienda c'è un lavoratore con il pacemaker?
Il D.Lgs. 159/2016 impone una valutazione specifica per i lavoratori portatori di dispositivi medici elettronici impiantati. La norma EN 50527 definisce il protocollo: in base al modello del dispositivo, alla distanza dalla sorgente e all'orientamento del campo, vengono determinate le distanze di sicurezza da rispettare. La valutazione deve identificare quali mansioni sono compatibili con la presenza del DCIA e quali no.
Quanto tempo richiede una misurazione CEM in un'azienda?
Dipende dal numero di sorgenti da valutare. Per ogni punto di misura la norma richiede un rilievo minimo di 6 minuti in condizioni di normale esercizio. In un'officina di medie dimensioni con 5–8 sorgenti rilevanti, la fase di misura richiede tipicamente una mattinata. La redazione del documento di valutazione e l'aggiornamento del DVR avvengono in una fase successiva.
I picchi di campo magnetico sono pericolosi anche se il valore medio è nei limiti?
Per la popolazione lavorativa generale, la normativa fa riferimento ai valori mediati su 6 minuti: i picchi istantanei non determinano di per sé una non conformità. Acquistano invece rilevanza specifica per i portatori di DCIA — per i quali anche un'esposizione breve a un campo intenso può interferire con il dispositivo — e per alcune sorgenti classificate dalla norma EN 12198 come ad alto rischio, per cui si applica un protocollo di valutazione dedicato.
Dopo la valutazione il DVR va aggiornato?
Sì. Il D.Lgs. 81/08 richiede che la valutazione del rischio CEM sia parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi. Devono essere documentati: le mansioni esposte, i valori rilevati, il confronto con i valori di azione, l'eventuale presenza di lavoratori sensibili e le misure adottate. In caso di modifica significativa del ciclo produttivo o di introduzione di nuovi macchinari, la valutazione va ripetuta.
La valutazione CEM in una carpenteria metallica non è una formalità: è la risposta documentata e verificabile alla domanda "i miei lavoratori sono al sicuro?" — inclusi quelli che la legge tutela in modo specifico.
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