Una villetta a due piani in provincia di Avellino. Struttura in cemento armato prefabbricato, pareti perimetrali coibentate in polistirolo e cartongesso. Nessun tufo, nessuna muratura tradizionale — tutto calcestruzzo e acciaio. Eppure i valori di gas Radon misurati al primo piano erano anomali: fino a 400 Bq/m³, con picco nella stanza da letto matrimoniale. Come poteva un edificio così moderno avere un problema tanto rilevante? La risposta stava nascosta sopra le teste dei committenti, in un sottotetto che nessuno aveva mai collegato al problema.
Una struttura alberghiera di lusso sulla Costiera Amalfitana, in provincia di Salerno. Undici ambienti monitorati su più piani — dalla lavanderia al fitness, dagli uffici al bar — per un anno solare completo di misurazione. L'obbligo era chiaro: la Legge Regionale Campania 13/2019, il D.Lgs. 101/2020 e le disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro impongono la misurazione del gas Radon in tutti i luoghi di lavoro a rischio, piano terra e locali interrati inclusi. I risultati hanno confermato ciò che la gestione sperava: concentrazioni ampiamente al di sotto di ogni soglia normativa, in tutti gli ambienti monitorati.
Un locale interrato a Napoli, struttura ottocentesca in muratura di tufo. La misurazione del gas Radon era obbligatoria: l'attività si svolgeva in un seminterrato accessibile al personale, con un impianto aeraulico che si è rivelato insufficiente. I valori rilevati nella prima campagna con misura attiva erano formalmente sotto il limite allora vigente — ma avrebbero superato il limite attuale di 300 Bq/m³ in tutti e quattro i punti campionati. L'intervento di bonifica è stato mirato ed efficace: la seconda misurazione annuale, eseguita dopo l'ottimizzazione della ventilazione, ha restituito valori conformi in ogni ambiente. Questo caso documenta l'intero percorso: dall'individuazione del problema alla verifica del risultato.
Un appartamento al piano terra in un condominio di Salerno, in zona costiera. Struttura in cemento armato, tamponature in laterizio, nessun materiale lapideo di origine vulcanica. Il proprietario, M*** P***, sapeva che vivere al piano terra comportava un rischio statisticamente più elevato di accumulo di gas Radon: il gas è più pesante dell'aria, penetra dal suolo attraverso microfessure e si concentra nei locali più bassi. Quel che non sapeva era se la sua abitazione, piccola e spesso tenuta chiusa, rientrasse tra i casi problematici. La misurazione ha dato una risposta chiara e rassicurante.
Una villetta in muratura in provincia di Salerno. Struttura in cemento armato con parti in tufo nella muratura esterna — uno dei materiali più comuni nell'edilizia campana storica, e tra quelli con emissività di gas Radon non trascurabile. Il committente, F*** D***, aveva deciso di misurare dopo la perdita del padre, che aveva vissuto per anni nella stessa abitazione. Non cercava colpevoli — cercava dati. La risposta strumentale è stata chiara: l'aria della villetta era tra le più pulite che abbiamo misurato.