Quando un'azienda di carpenteria metallica è obbligata per legge a valutare i campi elettromagnetici generati dai propri macchinari, la domanda cruciale non è solo "siamo nei limiti?" ma anche "ci sono lavoratori che richiedono una protezione aggiuntiva?". Questo caso studio descrive una valutazione CEM eseguita da A2C in una carpenteria metallica della provincia di Salerno, dove le saldatrici e la puntatrice a resistenza da 30 kW generavano campi magnetici con picchi significativi. L'analisi strumentale ha confermato il rispetto dei valori di azione previsti dal D.Lgs. 81/08, ma ha anche identificato uno scenario critico legato alla presenza di un lavoratore portatore di dispositivo cardiaco impiantato attivo (DCIA) — una condizione che richiede soglie cautelative più stringenti e misure organizzative specifiche.
Un traliccio dell'alta tensione a poche decine di metri dalla casa che stavano per acquistare. Una famiglia con bambini piccoli, una decisione importante da prendere, e una domanda legittima: è sicuro vivere lì? Questa è la situazione che ha portato A2C a effettuare una misurazione del campo magnetico a bassa frequenza in un'abitazione della provincia di Salerno, nel comune di Battipaglia. Il committente era un agente immobiliare che stava acquistando l'immobile per sé e per la propria famiglia — non un cliente terzo, ma qualcuno con un interesse personale diretto a ottenere una risposta affidabile. La misurazione ha rilevato un campo magnetico inferiore a 0,4 µT in tutti i punti dell'abitazione, a fronte di un limite normativo di 3 µT per l'obiettivo di qualità e di 10 µT per il valore di attenzione. La famiglia si è insediata.
Un grande palo di telecomunicazioni in costruzione a pochi metri dalle abitazioni. Un comitato di residenti preoccupato, deciso a capire — dati alla mano — cosa stesse per essere installato nel proprio quartiere. Questa è la situazione che ha portato A2C a effettuare una misurazione preventiva dei campi elettromagnetici in un'area residenziale, nella città metropolitana di Napoli. L'infrastruttura non era ancora operativa al momento delle misurazioni: l'obiettivo non era documentare un superamento dei limiti, ma produrre una relazione tecnica indipendente che fotografasse lo stato dei campi nella zona e costituisse un elemento documentale solido nell'ambito di un'azione legale in corso. I risultati strumentali hanno confermato valori ampiamente al di sotto di qualsiasi soglia normativa. La relazione ha contribuito a ricostruire lo stato di fatto che poi ha portato al ricorso al TAR, che si è concluso con una sentenza di abbattimento del palo — non per superamento dei limiti CEM, ma per vizi procedurali nell'iter autorizzativo.
Il pavimento caldo. Crepe nelle fughe delle piastrelle. E la sensazione — difficile da ignorare — che qualcosa sotto l'appartamento non andasse. Quando il proprietario ha chiesto ad A2C di misurare i campi magnetici nell'abitazione, la sorgente sospetta era già nota: una cabina di trasformazione MT/BT installata al piano box, direttamente sotto i locali residenziali. La misurazione ha confermato i timori: in prossimità del solaio, nel punto più vicino alla cabina, i valori rilevati superavano l'obiettivo di qualità di 3 µT fissato dal DPCM 08/07/2003 per i luoghi di permanenza prolungata. La criticità è stata documentata nella relazione tecnica. Il condominio ha formalizzato la comunicazione all'ente competente tramite legale.