Immaginate due particelle che, nonostante si trovino a distanze enormi, continuano a "comunicare" istantaneamente tra loro: quando una cambia, anche l'altra si modifica nello stesso momento. Questo fenomeno, chiamato entanglement quantistico o correlazione quantistica, rappresenta uno dei misteri più affascinanti della fisica moderna. Contrariamente a quanto accade nel mondo macroscopico che sperimentiamo quotidianamente, nel mondo delle particelle subatomiche esistono legami che sfidano la nostra comprensione intuitiva dello spazio e del tempo. Scopriamo insieme come funziona questo straordinario fenomeno che sta rivoluzionando la nostra comprensione dell'universo e aprendo nuove frontiere tecnologiche.
In estrema sintesi, l'entanglement, o correlazione quantistica, si verifica quando due sistemi quantistici (tipicamente particelle) sono così intrinsecamente correlati fra loro da poter essere considerati un sistema unico e tale unione ha effetto sul sistema stesso: qualunque azione o misura sul primo sistema ha effetto istantaneo anche sul secondo, e viceversa. Anche se si trovano a distanza fra loro. A qualunque distanza!
Per comprendere meglio questo concetto, immaginiamo due fotoni o due elettroni talmente correlati fra loro da poter essere sovrapposti, cioè descritti come un unico sistema dato dalla somma dei due, mediante un'opportuna equazione. Qualunque misura venga effettuata su uno dei due, ad esempio per conoscere il suo spin (proprietà quantistica che indica la direzione di rotazione) o la sua posizione o altro ancora, ci fornirà istantaneamente la stessa misura anche dell'altro.
La stessa cosa accade se compiamo un'azione su una delle due particelle cambiandone il suo stato quantico (ossia le sue caratteristiche): istantaneamente anche l'altra particella subirà la stessa identica azione. E questo anche se le due particelle finiscono per trovarsi a grande distanza l'una dall'altra, come se ci fosse un cordone invisibile che le lega. Per questo Einstein parlava di "inquietante azione a distanza".
Il fenomeno dell'entanglement quantistico può manifestarsi con diverse proprietà delle particelle. Due fotoni entangled possono condividere la stessa polarizzazione: se misuriamo che uno è polarizzato verticalmente, automaticamente sappiamo che l'altro sarà polarizzato orizzontalmente, o viceversa, indipendentemente dalla distanza che li separa. Nel caso degli elettroni, l'entanglement può riguardare lo spin: se un elettrone ha spin "su", il suo partner entangled avrà necessariamente spin "giù".
L'implicazione più evidente è che due particelle entangled o correlate quantisticamente formano un sistema "non locale", ossia assolutamente indipendente dalla distanza fra i due sottosistemi. Detto nel modo più semplice possibile, non locale vuol dire che una forza (o interazione) può agire istantaneamente in due luoghi diversi, come se fosse un unico luogo. Come se non esistesse distanza fra i due luoghi.
E questo va in netto contrasto con il principio di località, il quale afferma che oggetti distanti non possono avere influenza istantanea l'uno sull'altro: un oggetto è influenzato direttamente solo dalle sue immediate vicinanze. Questo principio, valido nella fisica classica e nella relatività generale, viene completamente sovvertito dalla meccanica quantistica.
Il teorema di Bell (1964) ha dimostrato matematicamente che nessuna teoria fisica basata su variabili nascoste locali può riprodurre tutte le previsioni della meccanica quantistica, confermando sperimentalmente la realtà dell'entanglement.
In realtà, quando si parla di sovrapposizioni quantistiche, la non località non si limita all'entanglement e quindi a una "interazione misteriosa" fra le parti del sistema, ma vale per il sistema nel suo complesso. In parole povere, due fotoni, due elettroni o persino due atomi possono esistere contemporaneamente in due luoghi differenti. Come se la distanza fosse inesistente.
Esperimenti condotti negli ultimi decenni hanno confermato questo fenomeno su distanze sempre maggiori. Nel 2017, ricercatori cinesi sono riusciti a mantenere l'entanglement quantistico tra fotoni separati da oltre 1.200 chilometri, utilizzando un satellite per trasmettere le particelle correlate tra stazioni terrestri distanti.
Di fatto il fenomeno dell'entanglement quantistico non ha alcun analogo nella fisica classica e nemmeno nella relatività generale, per le quali il principio di località è fondamentale. È una caratteristica esclusiva della meccanica quantistica.
Ed è estremamente bizzarro e contro-intuitivo, per due ragioni fondamentali:
La prima è che se tale interazione si manifesta istantaneamente a qualunque distanza separi due particelle, significa che dobbiamo ammettere che tale interazione viaggi ad una velocità superiore a quella della luce. E questo già di per se è assurdo perché è in netto contrasto con la teoria della relatività, secondo cui nulla può viaggiare più veloce della luce nel vuoto.
La seconda è che se scartiamo tale ipotesi dobbiamo per forza accettarne una ancor più assurda, e cioè che le distanze, e quindi per estensione lo spazio, non hanno alcun significato e che in realtà siano solo una nostra illusione. Questa interpretazione suggerisce che la realtà fondamentale dell'universo sia molto diversa da quella che percepiamo quotidianamente.
Successivamente, grazie a tutta una serie di studi pioneristici come quelli di John Stuart Bell, Alain Aspect e altri fisici, si è arrivati a comprendere che i concetti di realtà e località non coincidono. Gli esperimenti hanno dimostrato che dobbiamo rinunciare a uno dei due: o la realtà oggettiva indipendente dall'osservazione, o la località delle interazioni.
Il video illustra in modo chiaro i concetti fondamentali dell'entanglement quantistico e le sue implicazioni filosofiche.
Quale che sia la verità, che ci piaccia o meno, il punto fondamentale è che questi modelli della meccanica quantistica spiegano molto bene le evidenze sperimentali. Per questo viene ampiamente accettata nonostante tutte le sue stranezze e misteri.
L'entanglement quantistico non è solo un fenomeno di interesse teorico, ma sta trovando applicazioni concrete in diverse tecnologie emergenti:
Crittografia quantistica: utilizza l'entanglement per creare sistemi di comunicazione assolutamente sicuri. Qualunque tentativo di intercettazione modifica lo stato quantico delle particelle, rendendo immediatamente rilevabile la presenza di un intruso.
Computer quantistici: sfruttano l'entanglement per elaborare informazioni in modo parallelo su scala massiccia. Mentre un computer classico elabora i dati sequenzialmente, un computer quantistico può sfruttare le correlazioni quantistiche per risolvere problemi complessi in tempi drasticamente ridotti.
Sensori quantistici: utilizzano particelle entangled per misurazioni di precisione estrema, superiori ai limiti imposti dalla fisica classica. Questi dispositivi trovano applicazione in ricerca medica, geologia e navigazione.
Teletrasporto quantistico: non si tratta del trasporto di oggetti macroscopici come nei film di fantascienza, ma del trasferimento istantaneo dello stato quantico di una particella a un'altra particella entangled, indipendentemente dalla distanza.
Sebbene l'entanglement quantistico possa sembrare un argomento lontano dalla vita quotidiana, la ricerca in questo campo sta già influenzando tecnologie che utilizziamo ogni giorno. I laser utilizzati nelle comunicazioni in fibra ottica, i LED dei nostri schermi e persino alcuni aspetti della fotosintesi nelle piante mostrano proprietà quantistiche.
La comprensione della fisica quantistica sta aprendo nuove frontiere anche nel campo delle misurazioni ambientali. Sensori basati su principi quantistici permettono di rilevare campi elettromagnetici, radiazioni e altri parametri fisici con precisione senza precedenti. Queste tecnologie potrebbero presto trovare applicazione nella misurazione dell'inquinamento elettromagnetico domestico, nel monitoraggio del radon negli edifici e nella diagnosi precoce di problemi strutturali.
Mentre il mondo quantistico continua a rivelare i suoi segreti, la nostra comprensione dell'universo si arricchisce di nuove possibilità, aprendo la strada a tecnologie rivoluzionarie che potrebbero trasformare il modo in cui viviamo e interagiamo con l'ambiente che ci circonda.
L'entanglement quantistico permette davvero la comunicazione istantanea?
No, l'entanglement non permette di trasmettere informazioni più veloce della luce. Sebbene le correlazioni siano istantanee, per verificarle è necessario confrontare i risultati delle misurazioni attraverso canali di comunicazione classici, limitati dalla velocità della luce.
Perché non osserviamo l'entanglement negli oggetti di tutti i giorni?
L'entanglement è estremamente fragile e viene facilmente distrutto dall'interazione con l'ambiente circostante, un fenomeno chiamato decoerenza quantistica. Gli oggetti macroscopici interagiscono costantemente con migliaia di particelle ambientali, rendendo impossibile mantenere lo stato entangled.
Come si creano particelle entangled in laboratorio?
Esistono diverse tecniche, come l'utilizzo di cristalli speciali che dividono un singolo fotone in due fotoni correlati, o l'uso di campi magnetici per correlare gli spin di elettroni. I metodi variano a seconda del tipo di particelle e delle proprietà che si vogliono correlare.
L'entanglement quantistico è stato dimostrato sperimentalmente?
Sì, migliaia di esperimenti dal 1970 ad oggi hanno confermato l'esistenza dell'entanglement. Gli esperimenti di Alain Aspect negli anni '80 e i successivi test sempre più sofisticati hanno eliminato ogni dubbio ragionevole sulla realtà del fenomeno.
Quali sono le prospettive future per le tecnologie basate sull'entanglement?
Le applicazioni spaziano dalla creazione di internet quantistico globale per comunicazioni ultra-sicure, allo sviluppo di computer quantistici capaci di simulare sistemi complessi come farmaci e materiali, fino a sensori per la rilevazione di materia oscura e gravitazioni deboli.
L'entanglement quantistico continua a rappresentare una delle frontiere più affascinanti della scienza moderna, sfidando la nostra comprensione della realtà e aprendo possibilità tecnologiche che fino a pochi decenni fa appartenevano solo al regno della fantascienza. Mentre i ricercatori continuano a esplorare questo fenomeno straordinario, ci avviciniamo sempre più a una nuova era tecnologica basata sui principi quantistici.
Si ringrazia il Dott. Luigi Rescigno per il supporto scientifico.