Il D.Lgs. 101/2020 ha introdotto cambiamenti significativi nella normativa italiana sul radon, il gas radioattivo naturale che può accumularsi nelle nostre case. I nuovi limiti sono più severi (da 500 a 300 Bq/m³) e le misurazioni diventano obbligatorie anche al piano terra nelle aree a rischio, con controlli ogni 8 anni. Se sei proprietario di casa o gestisci un'attività lavorativa, è importante conoscere cosa cambia concretamente per te e quali adempimenti dovrai rispettare nei prossimi anni.
Il Decreto Legislativo 101 del 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 12 agosto 2020, rappresenta una svolta nella tutela dai rischi da radiazioni ionizzanti in Italia. Questo decreto deriva dalla Direttiva 2013/59/Euratom e abroga gran parte della legislazione precedente, introducendo nuove regole specifiche per il gas radon.
Il radon è un gas radioattivo naturale che si forma nel terreno dal decadimento dell'uranio presente nelle rocce. Essendo invisibile e inodore, può accumularsi negli ambienti chiusi senza che ce ne accorgiamo. Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), in Italia il radon causa ogni anno circa 3.200 morti per tumore polmonare, rappresentando la seconda causa di questo tipo di cancro dopo il fumo di sigaretta.
Le principali novità introdotte riguardano:
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) classifica il radon come cancerogeno di gruppo 1, ovvero tra le sostanze per cui è certa la cancerogenicità per l'uomo. In Italia, i dati ISPRA indicano che circa il 10% delle abitazioni supera i 200 Bq/m³, mentre il 2% supera i 400 Bq/m³.
I nuovi livelli di riferimento stabiliti dall'articolo 12 del decreto sono:
Questi limiti rappresentano una significativa riduzione rispetto al precedente valore di 500 Bq/m³ previsto solo per i luoghi di lavoro. La Regione Lombardia, attraverso ARPA Lombardia, ha condotto studi che mostrano come la riduzione del limite comporti un aumento della protezione sanitaria stimato in circa 600 casi evitati di tumore polmonare all'anno su scala nazionale.
È importante sottolineare che questi valori non rappresentano una soglia di sicurezza assoluta: non esiste un livello di radon completamente sicuro. Tuttavia, il rischio aumenta proporzionalmente con la concentrazione e il tempo di esposizione, rendendo fondamentale mantenere i valori il più bassi possibile.
Le misurazioni del radon vengono effettuate attraverso dosimetri passivi, piccoli dispositivi delle dimensioni di una moneta che vengono posizionati negli ambienti per un anno intero. Questi strumenti rilevano la concentrazione media annua del gas, fornendo un dato rappresentativo dell'esposizione reale degli occupanti.
Secondo l'articolo 16 del decreto, devono effettuare le misurazioni gli esercenti di:
L'articolo 19 stabilisce che i proprietari di abitazioni con almeno un locale a piano terra, seminterrato o interrato, situate nelle aree definite a rischio dal Piano Nazionale, dovranno effettuare le misurazioni. Le Regioni promuoveranno campagne di incentivazione per facilitare l'adempimento di questo obbligo.
Le analisi dei dosimetri vengono eseguite dai servizi di dosimetria riconosciuti secondo l'articolo 155. Questi organismi devono possedere specifici requisiti tecnici e accreditamenti, garantendo l'affidabilità dei risultati. I dati vengono automaticamente trasmessi al Database Nazionale gestito da ISIN (Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione).
Le misurazioni devono essere ripetute ogni 8 anni e anche in caso di:
Nel caso di superamento dei limiti, è obbligatorio procedere alla bonifica dell'edificio attraverso un esperto in interventi di risanamento radon (figura professionale definita nell'Allegato II del decreto) e successivamente effettuare una nuova misurazione annuale per verificare l'efficacia degli interventi.
Video di approfondimento sulla normativa D.Lgs. 101/2020 e le sue implicazioni pratiche per cittadini e professionisti.
Se vuoi capire nel dettaglio come funziona la pagina sul servizio radon — strumenti utilizzati, durata del monitoraggio e confronto con i limiti di legge — trovi tutto nella pagina del servizio.
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Quando entrerà in vigore il Piano Nazionale d'Azione per il Radon?
Il Piano doveva essere adottato entro il 27 agosto 2021, ma alla data attuale non è ancora stato pubblicato. Una volta emanato, le Regioni avranno 24 mesi per adeguarsi e avviare i programmi di misurazione obbligatoria nelle aree identificate come prioritarie.
Quali regioni saranno probabilmente coinvolte negli obblighi?
Sulla base dei dati ARPA disponibili, si prevede il coinvolgimento di Lazio, Lombardia, Campania, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Liguria e alcune aree della Sicilia. Tuttavia, la definizione definitiva spetterà al Piano Nazionale basandosi su criteri tecnico-scientifici specifici.
Cosa succede se la mia abitazione supera i limiti di radon?
Per le abitazioni non esiste un obbligo di bonifica, ma le Regioni promuoveranno misure correttive volontarie. Per i luoghi di lavoro invece la bonifica è obbligatoria, con interventi che devono essere completati entro due anni dal rilevamento del superamento.
Quanto costa una misurazione del radon e quanto tempo richiede?
Una misurazione completa richiede 12 mesi per ottenere la concentrazione media annua. I costi variano tra 80-150 euro per una misurazione standard in abitazione, inclusa l'analisi di laboratorio. Per luoghi di lavoro i costi possono essere superiori a seconda delle dimensioni e complessità.
Chi può effettuare le bonifiche in caso di superamento dei limiti?
Gli interventi devono essere progettati da esperti in risanamento radon, figure professionali che devono essere ingegneri, architetti o geometri con specifica formazione. Le tecniche più comuni includono depressurizzazione del suolo, ventilazione forzata e sigillatura delle vie di ingresso del gas.
La nuova normativa rappresenta un passo importante per la tutela della salute pubblica, introducendo controlli sistematici che permetteranno di mappare con precisione il rischio radon sul territorio nazionale e proteggere milioni di cittadini dall'esposizione a questo gas radioattivo naturale.
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