Se hai mai sentito parlare di campi elettromagnetici in casa o ti sei chiesto come funzionano i fenomeni elettrici e magnetici che ci circondano quotidianamente, conoscere la storia dell'elettromagnetismo ti aiuterà a comprendere meglio questi concetti. Dalle prime osservazioni sui fenomeni elettrici nel XVIII secolo fino alle moderne applicazioni tecnologiche, la scoperta dell'elettromagnetismo ha rivoluzionato la nostra comprensione del mondo fisico. In questo articolo ripercorriamo le tappe fondamentali che hanno portato alla formulazione delle leggi che governano i campi elettrici e magnetici, spiegando in modo accessibile i principi che ancora oggi regolano il funzionamento dei nostri elettrodomestici e delle tecnologie che utilizziamo ogni giorno.
L'elettricità è stata scoperta in seguito all'evidenza sperimentale dell'attrazione o repulsione tra corpi dotati di carica elettrica, corrispondente a due stati di elettrizzazione della materia, detti positivo e negativo: corpi elettrizzati entrambi positivamente o entrambi negativamente si respingono, mentre corpi elettrizzati in modo opposto si attraggono.
Questi fenomeni, oggi facilmente osservabili strofinando una penna di plastica sui capelli e avvicinandola a piccoli pezzi di carta, affascinarono i primi scienziati del Settecento. A partire da questo fatto, nella seconda metà del diciottesimo secolo Charles Augustin de Coulomb formulò la legge di Coulomb, che quantifica la forza elettrica attrattiva o repulsiva che due corpi puntiformi carichi elettricamente si scambiano a distanza.
A partire da tale legge è possibile affermare che un corpo carico elettricamente produce nello spazio circostante un campo elettrico tale per cui, se si introduce una carica elettrica, questa risente l'effetto di una forza, detta forza di Coulomb, direttamente proporzionale al prodotto delle due cariche e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza. Questo principio è ancora oggi alla base del funzionamento di molti dispositivi elettronici che utilizziamo quotidianamente.
Parallelamente, l'esistenza del magnetismo naturale nella materia era noto già agli antichi greci nel V - VI secolo a.C., anche se probabilmente era già stato scoperto nell'antica Cina dove si dice fosse già in uso un rudimentale prototipo di bussola magnetica. Gli antichi avevano scoperto la capacità di alcuni minerali, come la magnetite, di attrarre la limatura di ferro o piccoli oggetti ferrosi.
Nel 1600 apparve il De magnete di William Gilbert, che rimase a lungo il testo di riferimento sul tema del magnetismo, anche se i primi studi quantitativi sui fenomeni magnetostatici si possono far risalire alla fine del Settecento - inizio dell'Ottocento ad opera dei francesi Biot e Savart e, successivamente, di Ampère in Francia.
Curiosità: Gilbert fu il primo a distinguere chiaramente tra fenomeni elettrici e magnetici, e a proporre che la Terra stessa si comportasse come un gigantesco magnete, spiegando così il funzionamento della bussola.
Una prima correlazione tra elettricità e magnetismo fu ipotizzata dal fisico danese Hans Christian Ørsted. Attraverso quello che oggi è noto come esperimento di Ørsted, osservò che un filo percorso da corrente elettrica generava attorno a sé un campo magnetico. Questa scoperta, avvenuta nel 1820, rivoluzionò completamente la comprensione dei fenomeni fisici.

In seguito, il chimico britannico Michael Faraday condusse una simile esperienza, ribattezzata esperimento di Faraday, per mezzo della quale dimostrò che un conduttore percorso da corrente immerso in un campo magnetico è soggetto ad una forza. Questo principio è alla base del funzionamento dei motori elettrici che troviamo negli elettrodomestici delle nostre case, dal frullatore alla lavatrice.
La formulazione matematica della forza esercitata da un campo magnetico sulla corrente elettrica è infine dovuta a André-Marie Ampère, che tramite l'esperimento di Ampère concluse che tra due fili di lunghezza l e distanza d, percorsi rispettivamente da una corrente di intensità i_1 e i_2, si esercita una forza il cui modulo è:

Il grande salto concettuale avvenne con James Clerk Maxwell, che unificando in modo organico i due fenomeni, formulò le 4 equazioni di Maxwell, che descrivono i fenomeni magnetostatici, elettrostatici, magnetodinamici ed elettrodinamici classici. Esse, sintetizzando la legge di Gauss e la legge di Ampere, unificano il concetto di campo elettrico e di campo magnetico all'interno del più ampio concetto di campo elettromagnetico.
Dalle 4 equazioni di Maxwell è possibile ricavare tutta la fisica dell'elettromagnetismo, inclusa la previsione teorica dell'esistenza delle onde elettromagnetiche, che trovano applicazione pratica nelle tecnologie wireless che utilizziamo quotidianamente, dal Wi-Fi ai telefoni cellulari.




Nelle equazioni di Maxwell troviamo diverse grandezze fisiche fondamentali:
E è il campo elettrico nel vuoto
D è il campo elettrico in un materiale, detta anche induzione elettrica
B è il campo magnetico percepito in un punto, anche detto induzione magnetica
H è il campo magnetico in un materiale
ρ è la densità di carica elettrica
J la densità di corrente elettrica.
E e D e H e B sono legati dalla relazione:

μ e ε sono la permeabilità magnetica e la costante dielettrica; hanno nel vuoto come suffisso "0" e nei materiali "r". Questi parametri determinano come i campi elettromagnetici si propagano attraverso diversi materiali, influenzando ad esempio l'efficacia delle schermature elettromagnetiche utilizzate per proteggere ambienti sensibili.
Le scoperte che abbiamo raccontato hanno avuto un impatto rivoluzionario sulla società moderna. Dalle equazioni di Maxwell derivano infatti i principi che governano il funzionamento di:
Normativa italiana: La comprensione dei principi elettromagnetici è fondamentale anche per la definizione dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici stabiliti dal DPCM 8 luglio 2003, che fissa i valori limite per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.
Questo video approfondisce i concetti fondamentali dell'elettromagnetismo e le sue applicazioni pratiche.
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Chi ha scoperto per primo la connessione tra elettricità e magnetismo?
Il fisico danese Hans Christian Ørsted nel 1820 osservò per primo che una corrente elettrica genera un campo magnetico attorno al conduttore. Questa scoperta rivoluzionaria aprì la strada allo sviluppo dell'elettromagnetismo moderno e alle sue innumerevoli applicazioni tecnologiche.
Cosa sono le equazioni di Maxwell e perché sono importanti?
Le quattro equazioni di Maxwell unificano tutti i fenomeni elettrici e magnetici in una teoria coerente. Sono fondamentali perché descrivono matematicamente come si generano e propagano i campi elettromagnetici, permettendo lo sviluppo di tecnologie come radio, televisione, telefoni cellulari e Wi-Fi.
Come si applica la legge di Coulomb nella vita quotidiana?
La legge di Coulomb spiega fenomeni elettrostatici comuni come l'attrazione di piccoli oggetti da parte di superfici cariche elettricamente. È alla base del funzionamento di stampanti laser, purificatori d'aria elettrostatici e persino del semplice fenomeno dei capelli che si rizzano strofinando un palloncino.
Perché è importante conoscere la storia dell'elettromagnetismo per comprendere i CEM?
Conoscere i principi fisici fondamentali aiuta a comprendere meglio la natura dei campi elettromagnetici presenti negli ambienti domestici. Questo permette di valutare con maggiore consapevolezza i rischi e l'efficacia delle misure di protezione, evitando allarmismi infondati.
Quali sono le principali applicazioni moderne delle scoperte elettromagnetiche?
Le scoperte sull'elettromagnetismo hanno reso possibili tecnologie essenziali come generazione e distribuzione dell'energia elettrica, motori elettrici, telecomunicazioni, diagnostica medica (risonanza magnetica), riscaldamento a induzione e innumerevoli dispositivi elettronici che utilizziamo quotidianamente.
La storia dell'elettromagnetismo ci mostra come la curiosità scientifica e la ricerca abbiano portato a scoperte che hanno trasformato radicalmente la nostra vita quotidiana. Comprendere questi principi fondamentali ci aiuta a utilizzare consapevolmente le tecnologie moderne e a valutare correttamente i loro effetti sull'ambiente in cui viviamo.
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