Se lavori con saldatrici a punti o continue, o gestisci un'officina dove vengono utilizzate queste macchine, potresti chiederti se i campi elettromagnetici generati durante il processo di saldatura rappresentino un rischio per la salute degli operatori. Le elevate correnti elettriche necessarie per la saldatura - che possono arrivare fino a 7000 ampere - creano infatti campi magnetici intensi nelle immediate vicinanze delle apparecchiature. Comprendere i livelli di esposizione, i limiti normativi e le misure di protezione necessarie è fondamentale per garantire la sicurezza sul lavoro e rispettare gli obblighi di legge previsti dal Decreto Legislativo 81/2008.
Le saldatrici a punti hanno due piccoli elettrodi, solitamente cilindrici, che si serrano come una morsa sul punto da saldare e fanno scorrere una corrente ad elevata intensità per effettuare la saldatura nel punto serrato. Questa macchina solitamente funziona a 600 A e 50 Hz. L'operatore generalmente staziona davanti al banco o ai lati, ad una distanza mai superiore ai 30 cm dagli elettrodi.

La saldatrice continua, invece, ha elettrodi a forma di disco che ruotano mentre il metallo da saldare li attraversa. Solitamente funziona a 7000 A e 50 Hz. In questo caso l'operatore è di solito in piedi ai lati dell'apparecchiatura, piegando testa e tronco ad una distanza di circa 50 cm dal punto in cui gli elettrodi si incontrano.
Queste correnti elettriche generano campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici di elevata intensità, che possono rappresentare rischi per i lavoratori. Il principio fisico alla base è la legge di Faraday: ogni corrente elettrica che scorre attraverso un conduttore genera attorno ad esso un campo magnetico proporzionale all'intensità della corrente stessa.
Generalmente, gli operatori sono di fronte alle saldatrici, in piedi o seduti. Le mani e le braccia sono le parti del corpo più vicine alla sorgente di campi elettromagnetici, ma l'esposizione può interessare tutto il corpo dell'operatore, specialmente nella zona del torace e della testa quando ci si china sul pezzo in lavorazione.
L'esposizione ai campi elettromagnetici a bassa frequenza (50 Hz) può causare diversi effetti biologici. Gli effetti acuti più comuni includono:
Riferimenti normativi principali: La tutela dei lavoratori dall'esposizione ai campi elettromagnetici è disciplinata dal Decreto Legislativo 81/2008, Titolo VIII, Capo IV, che recepisce la Direttiva Europea 2013/35/UE. I valori limite sono specificati nell'Allegato XXXVI del decreto.
I Limiti di Azione stabiliti dalla normativa italiana per i campi magnetici a 50 Hz sono:
Per i portatori di dispositivi medici impiantati, come i pacemaker, vengono applicati limiti molto più restrittivi. Secondo le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità, l'esposizione dovrebbe rimanere sotto i 0,5 mT per evitare interferenze con il normale funzionamento del dispositivo.
Le lavoratrici in gravidanza costituiscono un'altra categoria particolarmente sensibile. Il D.Lgs. 81/2008 prevede che il datore di lavoro adotti tutte le misure necessarie per evitare l'esposizione delle gestanti a rischi per la salute del nascituro.
La prima cosa che deve fare il titolare dell'officina è consultare i manuali delle saldatrici. Tuttavia, è consigliabile rivolgersi ad un professionista qualificato per effettuare delle misure del campo di induzione magnetica generato, poiché sul manuale non sono presenti i valori reali nel contesto specifico in cui si trova la macchina e in cui si posiziona l'operatore.

Per la saldatrice a punti, il professionista deve effettuare misure in 3 diverse posizioni:
Tutte le misurazioni vengono effettuate ad una distanza di circa 30 cm dagli elettrodi, che rappresenta la posizione tipica dell'operatore durante il lavoro.
Dallo studio presentato nella Guida Europea sui campi elettromagnetici, i risultati indicano che in queste condizioni di solito l'induzione magnetica supera il 50% del Limite d'Azione inferiore, sebbene i valori maggiori risultino ai lati del banco e quelli più bassi di fronte ad esso.
Le misure dicono anche che per superare il Limite d'Azione inferiore bisogna trovarsi a 20 cm circa dagli elettrodi. Le mani degli operatori solitamente si trovano a 10-15 cm dagli elettrodi, ma i valori di intensità risultano comunque inferiori al Limite d'Azione inferiore relativo agli arti.
Nel caso della saldatrice continua occorre fare più misurazioni a varie altezze, poiché la geometria della macchina e la posizione dell'operatore sono diverse. Dallo studio della guida europea risulta che i risultati più alti si riscontrano all'altezza di circa 130 cm, ma di solito non superano il Limite d'Azione superiore, mentre raggiungono il 140% del Limite d'Azione inferiore.
I valori rientrano nei limiti di riferimento a 2,45 metri dagli elettrodi, definendo così la zona di sicurezza attorno alla macchina.
Il compito del professionista, una volta misurati i valori intorno alla macchina, è quello di procedere anche a distanze maggiori intorno al banco per poi confrontare i risultati ottenuti con i valori di riferimento previsti per i lavoratori. È importante tenere in considerazione anche i colleghi operatori che lavorano vicino alla macchina di saldatura, poiché potrebbero essere esposti involontariamente ai campi generati.
Per chi ha un pacemaker, dallo studio della guida europea emerge che si possono superare i relativi livelli di riferimento anche ad 1 metro dagli elettrodi. Questo dato sottolinea l'importanza di identificare preventivamente tutti i lavoratori portatori di dispositivi medici impiantati.
Una volta effettuate le misure, se i valori sono superiori ai limiti occorre mitigare il rischio. La prima operazione è informare i lavoratori sui rischi specifici e utilizzare l'apposita cartellonistica di sicurezza prevista dalla normativa vigente.
Successivamente, potrebbe essere necessario tracciare delle linee di demarcazione intorno alle saldatrici, per indicare i limiti entro cui vengono superati i valori di riferimento. Queste zone devono essere chiaramente delimitate con:
Per i portatori di pacemaker e le lavoratrici in gravidanza è proibito superare tali linee di demarcazione. Questa restrizione deve essere formalizzata nel documento di valutazione dei rischi e comunicata chiaramente a tutti i dipendenti.
Altre misure di protezione collettiva includono:
Il video illustra una tipica procedura di misurazione dei campi elettromagnetici su saldatrici industriali, mostrando l'utilizzo della strumentazione specifica e le posizioni di misura standard.
Per sapere come si svolge una rilevazione dei campi elettromagnetici in un'abitazione o in un luogo di lavoro, e cosa aspettarti dal sopralluogo tecnico, consulta la pagina dedicata al servizio.
I tecnici A2C eseguono misurazioni di campi elettromagnetici in bassa ed alta frequenza in abitazioni e luoghi di lavoro, con confronto rispetto ai limiti normativi vigenti. Se necessario, vengono indicate soluzioni per ridurre l'esposizione.
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È obbligatorio misurare i campi elettromagnetici delle saldatrici?
Sì, secondo il D.Lgs. 81/2008 il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi derivanti dall'esposizione ai campi elettromagnetici. Per saldatrici ad alta corrente è consigliabile una misurazione professionale per determinare le esatte condizioni di esposizione.
Ogni quanto tempo vanno ripetute le misurazioni?
Le misurazioni devono essere ripetute ogni volta che si modificano le condizioni di lavoro, si installano nuove apparecchiature o si riorganizzano gli spazi. In generale, è consigliabile una verifica ogni 3-4 anni o secondo le indicazioni del tecnico specializzato.
Chi può utilizzare saldatrici se si superano i limiti normativi?
Solo personale specificamente formato e non appartenente a categorie sensibili (portatori di dispositivi medici, donne in gravidanza). È necessario implementare misure di protezione collettiva e individuale, oltre a limitare i tempi di esposizione.
I campi elettromagnetici delle saldatrici sono pericolosi per chi lavora nelle vicinanze?
I campi magnetici diminuiscono rapidamente con la distanza, ma possono ancora essere significativi entro 2-3 metri dalla saldatrice. È importante valutare l'esposizione di tutto il personale presente nell'area di lavoro, non solo dell'operatore diretto.
Esistono saldatrici che generano campi elettromagnetici più bassi?
Le moderne saldatrici ad inverter tendono a generare campi più contenuti rispetto ai modelli tradizionali, grazie a tecnologie che ottimizzano il flusso di corrente. Tuttavia, per applicazioni industriali che richiedono elevate correnti, i livelli rimangono comunque significativi.
La corretta gestione dei campi elettromagnetici nelle attività di saldatura richiede un approccio professionale che integri misurazione, valutazione dei rischi e implementazione di adeguate misure di protezione. Solo attraverso questo processo è possibile garantire la sicurezza degli operatori e il rispetto della normativa vigente.
Si ringrazia il Dott. Luigi Rescigno per il supporto scientifico
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