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Il Radon è un gas nobile radioattivo, incolore, inodore ed insapore, presente in maniera omogenea sul nostro pianeta; in particolare è elemento chimico con simbolo "Rn" e con massa atomica 222, che deriva dal decadimento naturale dell'Uranio (238U).
Esso si forma a partire dal decadimento del suo progenitore, il Radio (226Ra), ed ha un tempo di dimezzamento (il tempo dopo il quale si dimezza il numero iniziale di atomi, per decadimento radioattivo) di 3,8 giorni; a differenza di altre sostanze radioattive, è gassoso, per cui in questo tempo può spostarsi facilmente dal punto di origine riuscendo a contaminare vaste aree.
Il Radon, quindi, penetra nelle case attraverso crepe, fessure o punti aperti delle fondamenta; i seminterrati o il pianterreno sono particolarmente interessati dal fenomeno. Inoltre, se i suddetti tipi di rocce sono usati come materiali da costruzione, possono emettere loro stessi Radon nell'edificio.
Il Radon e le sostanze che si sviluppano dal suo decadimento (dette "progenie"), decadendo emettono particelle alfa e beta. Quando questi isotopi vengono inalati, si depositano nel tessuto polmonare, causando un irraggiamento altamente energetico, che danneggia le cellule epiteliali; tale fenomeno fa incrementare notevolmente le probabilità di contrarre un tumore polmonare. A causa della sua ubiquità, il Radon è il principale pericolo per l'uomo, tra le fonti di radiazioni ionizzanti.
Nel 1988 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO-OMS) ha dichiarato, attraverso l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che il radon è una delle 75 sostanze cancerogene per l’uomo assieme al benzene e all’amianto. Durante il convegno tenuto il 23/06/2008 dal CCM (Centro Nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie) è stato presentato uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità che ha stimato che in Italia ci sono 3200 morti ogni anno per tumori polmonari attribuibili al Radon [1]; in particolare su un totale di circa 32.000 decessi l'anno per tumore polmonare in Italia, l'Istituto ha stimato che il Radon incida per il 10%.
Nel caso specifico dei fumatori, secondo uno studio condotto dall'Istituto Superiore di Sanità e dal Dipartimento di Epidemiologia ASL RM-E di Roma, l'esposizione a forti dosi di Radon fa aumentare di circa il 25%, le probabilità di contrarre un tumore polmonare [2]. A livello europeo è in vigore la raccomandazione 90/143/Euratom del 21/02/90[3] che per gli edifici residenziali esistenti consiglia una soglia d’intervento di 400 Bq/m³, mentre per quelli nuovi di 200 Bq/m³. In caso di superamento di tale limiti è raccomandata l'adozione di contromisure per abbassare la concentrazione di Radon. In Italia, pur non esistendo al momento una specifica legislazione sulle concentrazioni limite in ambito residenziale, sono stati introdotti degli obblighi per la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti, tramite il D.Lgs n. 241 del 26.05.2000 (G.U. n. 203 del 31.08.2000 N.140/L). Da una prima mappatura dell'Istituto Superiore di Sanità [1] delle concentrazioni di Radon nelle regioni italiane, è emerso che la Campania è a 3° posto dopo il Lazio e la Lombardia. In Italia, la media della concentrazioni di 222Rn nelle abitazioni è di circa 70 Bq/m3; in Campania la media è molto pù alta e con molta probabilità ciò è dovuto alla forte presenza di rocce di origine vulcanica.
A tale scopo, grazie al supporto di laboratori certificati, il gruppo A2C esegue le consulenze inerenti: Per garantire un'elevata precisione nella misura, vengono utilizzati dei misuratori passivi in comodato d'uso, che vengono posizionati all'interno dell'appartamento/edificio per un periodo minimo di 3 mesi; dopo tale periodo, il rilevatore viene analizzato in laboratori specializzati, dove avviene il conteggio del decadimento avvenuto in tale esposizione. Si ottiene quindi la misura precisa della concentrazione di Radon (espressa in Bq/m³) in quell'ambiente. Sull'esito degli accertamenti viene garantita la massima riservatezza. Area di intervento: Provincia di Salerno, Napoli, Avellino Contattaci per avere ulteriori informazioni
Per approfondimenti suggeriamo i seguenti link:
[1] [Fonte: http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_newsAree_419_listaFile_itemName_1_file.pdf ] [2] [Fonte: http://www.iss.it/pres/prim/cont.php?id=264&tipo=6&lang=1 ] [3] [Fonte: http://ec.europa.eu/energy/nuclear/radioprotection/doc/legislation/90143_en.pdf ] [4] [Fonte: http://www.apat.gov.it/site/_files/Rapporto_tecnico_radon.pdf ] |
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