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Nel caso in cui all'interno di una abitazione, le concentrazioni di gas Radon (222Rn) risultassero superiori ai limiti raccomandati dalla Comunità Europea[1], ovvero 200 Bq/m3 per i fabbricati di nuova costruzione e 400 Bq/m3 per gli edifici esistenti, è consigliabile effettuare un intervento edile/tecnologico che possa abbassare tale concentrazione al di sotto dei suddetti limiti.
L'ingresso del Radon all'interno dell'edificio è per la maggior pa rte dei casi dovuto ad una differenza di pressione tra l'ambiente esterno ed interno; infatti, a causa della differenza di temperatura, la pressione dell'aria all'interno dell'edificio è minore, per cui si genera una aspirazione di gas dall'esterno verso l'interno. Per tale ragione, il Radon emesso dal terreno viene aspirato, risale i piani bassi dell'edificio e si diffonde nei locali d'uso quotidiano. Tale fenomeno è notevolmente favorito dalla presenza di crepe nei solai {1.} o nelle murature {3.}, giunture {2.}, aperture verso l'esterno {6.} o canalizzazioni facilitate, quali ad esempio vani scala {4.} o condotte fognarie {5.}.
La generazione del Radon può però anche essere localizzata all'interno dell'edificio, a causa dell'utilizzo di materiali di origine vulcanica che al loro interno contengono elementi radioattivi; tale evenienza è molto frequente ad esempio in murature in tufo o negli elementi di granito.
Più improbabile è l'origine di contaminazione derivante dall'inglobamento nell'acqua di piccole quantità di Radon. Sebbene sia un gas nobile e in linea teorica non reagisca con nessun composto, è stata riscontrata una leggera capacità a solubilizzarsi in acqua. In tale evenienza, il sistema di propagazione è proprio l'impianto idrico dell'edificio {7.}.
Il gruppo A2C, grazie al supporto di tecnici ed ingegneri, offre:
- la consulenza nella individuazione delle cause e nella scelta dell'intervento,
- la progettazione e la supervisione dei lavori edili/tecnologici,
- la misurazione finale di conferma dell'efficacia degli interventi effettuati.
A seguito di un sopralluogo iniziale, vengono analizzati i fattori caratterizzanti l'edificio e la contaminazione quali:
- Ordine di grandezza della concentrazione di Radon (100, 1.000, 10.000 Bq/m3);
- Origine della contaminazione (dal terreno, dalla condotta idrica, dai materiali di costruzione);
- Tragitto ipotizzato del gas all'interno dell'edificio;
- Tipologia edilizia dell'edificio (calcestruzzo armato, muratura portante, misto);
- Presenza di punti di passaggio facilitato del gas (crepe nei muri e nei solai, vano scala, cavedio, condotte di aspirazione, solai o massetti eccessivamente permeabili, etc.)
- Presenza di impianti di aerazione dell'edificio
Sulla base di tali informazioni viene, quindi, scelta una tipologia di intervento che risulti economicamente sostenibile e nel contempo abbassi al di sotto dei 400 Bq/m3 la concentrazione di Radon.
Le principali strategie di intervento sono:
- Captazione del Radon all'esterno dell'edificio e convogliamento del gas tramite aspirat
ori in aree a distanza di sicurezza dall'abitazione;
- Captazione del Radon all'interno dell'edificio e convogliamento del gas tramite aspiratori in aree a distanza di sicurezza dall'abitazione;
- Miglioramento dell'isolamento della base dell'edificio, tramite apposite guaine in materiale plastico, e risanamento delle crepe nei solai;
- Creazione di una sovrappressione nella zona immediatamente sottostante l'edificio, in modo da esercitare una pressione contraria al movimento del gas, sfavorendone l'ingresso;
- Creazione di una sovrappressione nell'edificio in modo da creare una differenza di pressione che sfavorisca i fenomeni diffusivi del gas nell'involucro edilizio e quindi l'ingresso e la propagazione del gas;
- Creazione di una depressione nei locali contigui al terreno in modo da favorire l'ingresso del gas, per poi captarlo e convogliarlo tramite aspiratori in aree a distanza di sicurezza dall'abitazione;
Viene quindi redatto il progetto dell'intervento, e viene costantemente supervisionata l'esecuzione dei lavori in modo da evitare errori di applicazione. Al termine dei lavori si effettua un collaudo analitico eseguendo una misurazione della concentrazione di Radon; si verifica quindi che i valori di concentrazione di Radon post-operam siano minori di quelli ante-operam.
Riassumendo lo schema di intervento si articola su 6 punti:
- Sopralluogo iniziale e acquisizione dei valori di concentrazione (Bq/m3) precedentemente misurati;
- Elaborazione di una analisi di fattibilità con la proposta dello schema di intervento maggiormente conveniente, in termini di efficacia/economia;
- Progetto esecutivo dell'intervento;
- Sopralluogo durante l'esecuzione dei lavori;
- Misurazione analitica dei nuovi valori di concentrazione di Radon e comparazione con ivalori ant-operam;
- Elaborazione di una Relazione Finale sull'intervento e raccomandazioni sulla corretta aerazione dell'edificio.
I benefici di tale intervento sono:
- la tutela della propria salute e della salute dei propri cari;
- l'aumento di valore dell'edificio derivante da un dimostrabile bassissimo livello di contaminazione radioattiva (negli Stati Uniti è obbligatorio allegare alla pratica di compravendita dell'immobile una certificazione sul basso livello di Radon degli edifici!);
- la conformità ai limiti raccomandati dalla Comunità Europea[1], che attualmente non sono stati ancora resi obbligatori, ma con molta probabilità risulteranno requisiti di legge nei prossimi anni.
Il prezzo è legato alla difficoltà dell'intervento e deve essere valutato caso per caso.
Area di intervento: Provincia di Salerno, Napoli, Avellino
[1] [Fonte: http://ec.europa.eu/energy/nuclear/radioprotection/doc/legislation/90143_en.pdf ]
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