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A2C - Consulenza tecnica specialistica News Sicurezza Studi sugli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute umana
Studi sugli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute umana Stampa E-mail
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News Sicurezza

CellulareNegli ultimi anni numerosi studi hanno trovato correlazioni statistiche tra l'esposizione a radiazione elettromagnetica e l'insorgenza di effetti a lungo termine (tumori); tali studi sono spesso contestati sulla base della presunta non significatività statistica del risultato, dovuta principalmente alla ristrettezza del campione scelto o a tempi di studio non sufficientemente lunghi. Ma le insorgenze a lungo termine di tumori prevedono latenze di decenni (emblematico il caso del mesotelioma collegato all'esposizione ad amianto), per cui occorrerà attendere altri anni per avere un quadro certo sui limiti di azione.

Nel 2001 l'IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), parte dell'Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite, ha inserito i campi magnetici in bassa frequenza in categoria 2B considerando un raddoppio del fattore di rischio (leucemia infantile) per esposizioni a valori di campo magnetico superiori a 0,4 microTesla. L'IARC nel 2011 ha inserito anche i campi elettromagnetici in alta frequenza in categoria 2B (senza definire una dose). La categoria 2B comprende i possibili cancerogeni per l'uomo; l'International Commission for Electromagnetic Safety (Icems) ha sottolineato nel 2012 la possibilità di aumenti a due cifre di alcune incidenze tumorali. Tuttavia, effetti biologici non oncologici (sull'uomo e sugli animali) e oncologici (sugli animali) sono universalmente riconosciuti.

Gli effetti pricipali dell'interazione con i campi elettromagnetici sono:

  1. interazione con i campi elettrici e campi magnetici a bassa frequenza;
  2. assorbimento di energia elettromagnetica ad alta frequenza, con stimolazione di nervi e muscoli e  riscaldamento di organi e tessuti;
  3. correnti di contatto che si manifestano quando il corpo umano viene in contatto con un oggetto a diverso potenziale elettrico;
  4. interazione del campo elettromagnetico con dispositivi elettromedicali impiantati o portati dal soggetto esposto (pacemaker).

Esistono poi effetti transitori minori quali:

  • fosfeni della retina,
  • sapore metallico,
  • nausea,
  • vertigini.

In fase attuale di studio sono gli:

  • AntennaEffetti sulla tiroide: le radiazioni producono sul cervello effetti quali il rallentamento o l'arresto della produzione da parte della ipofisi, dell'ormone stimolante tiroideo (TSH), determinando così una drastica riduzione degli ormoni tiroidei T4 e T3.
  • Permeabilità della barriera emato-encefalica: svariati studi effettuati su animali hanno dimostrato che i CEM usati nella telefonia mobile provocano la distruzione della barriera emato-encefalica, provocando massicci danni al cervello degli animali nonostante che la potenza impiegata per generare questo effetto sia molto più bassa di quella oggi considerata come sicura per l'uomo. Qualora questi danni vengano confermeti nell'uomo, non è da escludere un massiccio aumento delle malattie neurodegenerative come Alzheimer in persone di mezza età le quali abbiano usato telefoni cellulari per alcuni decenni.
  • Effetti nei bambini. Gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sono più gravi se si accumulano nel tempo, ma esistono delle età più sensibili di altre. Avere un'esposizione dai 30 ai 40 anni, ha un effetto minore di una subita dai 20 ai 30 anni, sebbene la durata sia la stessa. I bambini assorbono molte più radiazioni degli adulti. La distruzione fin dalla giovane età di cellule neuronali annulla una "riserva cerebrale" che nella vecchiaia potrebbe compensare la morte di neuroni causata dalla malattia di Alzheimer o da altre malattie degenerative. Se il cervello ha un eccesso di neuroni utilizzati poco o nulla, questi possono tornare utili per sostituire quelli morti a causa di malattia della tarda età. I ricercatori dell'Università dello Utah hanno scoperto che il cervello di un bambino di 5 anni assorbe una quantità di radiazioni quattro volte maggiore rispetto al cervello di un adulto, ed il fluido oculare di un bambino di 5 anni assorbe una quantità di radiazioni oltre 10 volte maggiore rispetto all'occhio di un adulto

I danni provocati possono essere di tipo tumorale, benigno o maligno:

  • di tipo specifico e localizzato, come tumori indotti in loco per innalzamento termico dei tessuti, esempio studiato per i telefoni cellulari, il glioma;
  • di tipo organico, come le leucemie, ad esempio sotto indagine per gli effetti delle basse frequenze degli elettrodotti.

Il danno tumorale è stato associato al fatto che i campi elettrici e magnetici inibiscono nella ghiandola pineale la produzione di melatonina, nell'uomo e nei ratti, fattore oncostatico. In seguito fu messa in relazione l'esposizione ai campi magnetici con l'inibizione notturna dell'attività della NAT ed il contenuto di melatonina nella ghiandola pineale del ratto.

Inoltre, si possono avere danni di tipo non tumorale come:

  • danni per trasferimento di potenza, esempio ustione da laser di potenza, da irradiamento infrarosso, da microonde;
  • danni da interferenza con segnali di tipo elettrico ed elettrochimico naturalmente presenti nell'organismo, come trasmissione del segnale nervoso, e flussi ionici intra- ed extra- cellulari.

Per frequenze < 1MHz l’effetto biologico prevalente a breve termine è la stimolazione delle cellule elettricamente eccitabili (la corrente è la quantità che meglio caratterizza tale effetto).

Colle BellariaPer frequenze > 1 MHz è il riscaldamento, direttamente legato alla potenza assorbita, la causa certa di significativi effetti biologici a breve termine; ciò si esplica nell'ambito della formazione di micronuclei e dello shock termico delle proteine:

  • Shock termico delle proteine: Quando avviene il surriscaldamento di punti nei tessuti umani, il corpo produce proteine per far fronte allo shock termico nel tentativo di proteggere e riparare le cellule surriscaldate. Queste proteine proteggono anche le cellule cancerose rendendole resistenti alle terapie. In molti tumori il numero di queste proteine risulta altissimo.
  • Formazione di micronuclei: I micronuclei sono filamenti spezzati del DNA ed indicano che le cellule non sono più in grado di ripararsi correttamente. Gli studi condotti dall'industria delle telecomunicazioni confermano che le radiazioni dei cellulari producono micronuclei nelle cellule ematiche umane a livelli molto bassi. Tutti i tumori sono causati da un danno genetico e la presenza di micronuclei nelle cellule è il primo segnale d'allarme del cancro. I medici che curavano le vittime del disastro di Černobyl del 1986 usavano l'esame dei micronuclei per determinare l'estensione del danno causato dalle radiazioni. A proposito, David de Pomerai, tossicologo molecolare britannico, ha confermato che le cellule con danni genetici non risanati possono diventare cancerogene in maniera molto più aggressiva. Il ricercatore britannico Alisdair Phillips ha effettuato un'analisi più quantitativa che dà un'idea di questo aumento di aggressività delle cellule cancerogene con danni genetici, ed ha scoperto che pochi minuti di esposizione a radiazioni simili a quelle emesse dei cellulari possono trasformare un cancro attivo al 5% in uno attivo al 95%, il tutto durante l'esposizione e per un po' di tempo dopo. Sommando i risultati di questi studi, alcune ore di esposizione a microonde molto basse causerebbero un forte aumento dell'attività delle cellule tumorali, e danni genetici a queste non più sanabili, e trasmessi alle generazioni di cellule successive. Infatti, nel 2004, una serie di studi commissionati dall'Unione Europea ha confermato che i danni causati dalle onde emesse dai cellulari vengono trasmessi alla generazione successiva di cellule.

Nel marzo del 2015, uno studio sui ratti svolto dal Prof. Alexander Lerchl della Jacobs Universität di Brema e dal suo gruppo per conto dell'Ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni ha dimostrato che il tasso di crescita del cancro al fegato e ai polmoni generati da sostanze chimiche aumenta sostanzialmente quando gli animali sono irradiati permanente con campi e.m. analoghi a quelli generati da cellulare.


AntennaSi riportano i più rilevanti studi in letteratura sugli effetti biologici e sanitari dei CEM (Campi ElettroMagnetici):

  • Wertheimer e Leeper (1979): tale studio condotto a Denver dimostrò un’associazione significativa tra Leucemia infantile ed una particolare configurazione di cavi elettrici, definita dalla dimensione dei cavi e dalla vicinanza delle abitazioni. Studi successivi dimostrarono un’associazione più debole. Dagli studi e possibile ipotizzare un IR=1.6 (intervallo di confidenza al 95%; 1.1÷ 2.1)
  • Semm P, Schneider T, Vollrath L (1980): Effects of eart-strenght magnetic field on electrical activity of pineal cells. Nature 228, 607.
  • Milhan (1982): tale studio ha evidenziato un elevato rischio di Leucemia per i lavoratori del comparto elettrico (confermato da più di 40 studi successivi)
  • Welker HA, Semm P, Wilig RP, Commenty JC, Wilyschko W, and Vollrath L (1983): Effects of artificial magnetic field on serotonin N-Acetiltransferase and melatonin content of the rat pineal gland, Exp Brain Res, 50:426.
  • Olcese J, Reuss S, and Vollrath L (1985): Evidence for the involvement of the visual systemin mediating magnetic field effects on pineal melatonin syntesis in the rat, Brain Res, 333:382.
  • Comba P., Grandolfo M., Lagorio S., Polichetti A., Vecchia P. (1995): Rischio cancerogeno associato a campi magnetici a 50/60 Hz. Rapporto ISTISAN 95/29
  • Elisabeth Cardis,(2010): Brain tumour risk in relation to mobile telephone use: results of the INTERPHONE international case–control study, Int. J. Epidemiol.
  • M.Fleischmann et al (2010): QED coherence and electrolyte solutions, The Journal of electrolyte chemistry.
  • Lennart Hardell, Michael Carlberg (2014), Cell and cordless phone risk for glioma - Analysis of pooled case-control studies in Sweden, 1997-2003 and 2007-2009.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Marzo 2016 18:20
 

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