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La ISO 14001 ed i suoi sviluppi Stampa E-mail
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News Ambientali


La sigla ISO 14001 identifica uno standard di gestione ambientale (SGA) che fissa i requisiti di un «sistema di gestione ambientale» di una qualsiasi organizzazione e fa parte della serie ISO 14000 sviluppate dall'"ISO/TC 207". iso14001-timeline 06-2015 150Lo standard può essere utilizzato per la certificazione, per una auto-dichiarazione oppure semplicemente come linea guida per stabilire, attuare e migliorare un sistema di gestione ambientale. La norma ISO 14001, giunta alla sua seconda edizione del 2004, si ispira esplicitamente al modello PDCA (Plan-Do-Check-Act), detto anche Ciclo di Deming dal nome del suo ideatore William Edwards Deming. Una estesa linea guida è contenuta nella ISO 14004, che riporta i principi, sistemi e tecniche di supporto per i SGA. Una più sintetica "guida all'uso" è contenuta nella stessa ISO 14001:2004. Nel febbraio del 2012 sono partiti i lavori della nuova revisione della norma, ed è stata adesso  pubblicata l'edizione 2015.


Lo standard ISO 14001 (tradotto in italiano nella UNI EN ISO 14001:2004) è uno standard certificabile, ovvero è possibile ottenere, da un organismo di certificazione accreditato che operi entro determinate regole, attestazioni di conformità ai requisiti in essa contenuti. Certificarsi secondo la ISO 14001 non è obbligatorio, ma è frutto della scelta volontaria dell'azienda/organizzazione che decide di stabilire/attuare/mantenere attivo/migliorare un proprio sistema di gestione ambientale. È inoltre importante notare come la certificazione ISO 14001 non attesti una particolare prestazione ambientale, né tanto meno dimostri un particolarmente basso impatto, ma piuttosto stia a dimostrare che l'organizzazione certificata ha un sistema di gestione adeguato a tenere sotto controllo gli impatti ambientali delle proprie attività, e ne ricerchi sistematicamente il miglioramento in modo coerente, efficace e soprattutto sostenibile. Utile sottolineare ancora che la ISO 14001 non è una certificazione di prodotto.

Requisiti di un sistema di gestione ambientale

I requisiti previsti nella norma sono del tutto generali, applicabili a qualsiasi tipo di organizzazione e schematizzabili secondo il modello del miglioramento continuo definito dal Ciclo di Deming Plan-Do-Check-Act, «Pianificare-Attuare-Verificare-Agire».

Definizione di una politica ambientale
È la definizione del quadro di riferimento sul quale impostare le attività e definire gli obiettivi ambientali. In altre parole è la definizione della mission aziendale nei confronti dell'ambiente e costituisce l'impegno formale che l'alta direzione dell'organizzazione assume nei confronti del miglioramento continuo, adeguatezza e diffusione del sistema di gestione ambientale.

Pianificare (PLAN)
Consiste nella attuazione e mantenimento di procedure per:

Identificare gli «aspetti ambientali» dell'organizzazione, stabilire, cioè, in che modo le attività, i processi, i prodotti aziendali possono avere «impatto» sull'ambiente e definire un criterio di valutazione della significatività/criticità di tali impatti; entrando nel caso specifico, gli impatti ambientali sono molto differenti da industria ad industria:

    • Industria chimica e petrolchimica: emissioni, scarichi idrici, sostanze pericolose, rischi di incidenti
    • Industria automobilistica: emissioni, scarichi, scarti di produzione PVC, motori a basso impatto ambientale, riutilizzo olio esausto
    • impianti nucleari: scorie radioattive, trattamento acqua per raffreddamento reattore
    • elettronica e telecomunicazioni: emissioni, scarichi idrici, batterie esaurite, radiazioni radioelettriche, apparati obsoleti
    • Industria alimentare: scarichi idrici, rifiuti organici, materiale di scarto da produzione
    • tessile, abbigliamento: emissioni, scarichi idrici, scarti, rifiuti solventi per il trattamento del pellame
    • industria metalmeccanica: emissioni in atmosfera (ad esempio da impianti di saldatura o verniciatura), scarichi idrici, sostanze pericolose (etichettatura conforme, trasporto in sicurezza, ecc..), rifiuti pericolosi (ad es. oli esausti, scarti di verniciatura, ecc..).

Identificare e definire i criteri di applicazione delle «Prescrizioni legali e altre prescrizioni».
Definire, attuare e mantenere gli «obiettivi e traguardi ambientali» ed i relativi «Programmi ambientali» per conseguirli, coerentemente con quanto stabilito dalla Politica ambientale e con le prescrizioni.

iso14001-timeline 06-2015 en850x350-2Attuare (DO)
Quanto definito nella politica, negli obiettivi/traguardi e nei programmi ambientali deve poi essere concretamente realizzato tramite:

  • Definizione di «risorse, ruoli, responsabilità e autorità» relative al sistema di gestione ambientale. In particolare è prevista la definizione di un «rappresentante della direzione», che nella maggior parte dei casi le aziende chiamano "responsabile del sistema di gestione ambientale".
  • Definizione, attuazione e mantenimento di procedure affinché «competenza, formazione e consapevolezza» delle persone (quelle che lavorano per l'organizzazione e per conto di essa) le cui attività hanno impatti ambientali significativi, siano sempre adeguate alle esigenze e congrue rispetto al perseguimento della politica ambientale.
  • Definizione, attuazione e mantenimento di procedure per stabilire un'efficace sistema di «comunicazione» all'interno dell'organizzazione e verso l'esterno.
  • Definizione, attuazione e mantenimento di procedure per l'emissione, il riesame, la modifica, l'aggiornamento, la disponibilità, l'accessibilità, il controllo della «Documentazione» del sistema di gestione ambientale di cui fanno sempre parte: politica ambientale, obiettivi, traguardi, registrazioni, procedure.
  • Regolamentazione tramite opportune procedure, costituenti il «Controllo operativo» del sistema di gestione ambientale, delle attività e delle operazioni relative agli aspetti ambientali risultati significativi e quelle connesse al raggiungimento della politica e degli obiettivi.
  • Definizione, attuazione e mantenimento di procedure per l'individuazione e la riduzione del danno (riduzione degli impatti ambientali negativi) delle potenziali emergenze ambientali. Ciò costituisce il modo in cui l'organizzazione stabilisce la propria «preparazione e risposta alle emergenze».


Verificare (CHECK)
L'operatività definita e posta in essere secondo quanto sopra descritto deve essere sottoposta ad un opportuno regime di verifica, per dare evidenza e tenere sotto controllo l'efficacia e la correttezza dell'attuazione del sistema di gestione. Ciò deve avvenite tramite:

  • «Sorveglianza e misurazione», vale a dire la definizione, l'attuazione ed il mantenimento di procedure per il continuo monitoraggio: delle operazioni che possono avere impatti ambientali significativi, del raggiungimento degli obiettivi prefissati, della corretta taratura della strumentazione di monitoraggio ambientale.
  • Analogamente occorre impostare un sistema di «valutazione del rispetto delle prescrizioni», con cui l'organizzazione possa periodicamente verificare (e registrare) in che misura le prescrizioni legali e le altre eventuali prescrizioni sottoscritte siano rispettate.
  • La gestione delle «non conformità, azioni correttive ed azioni preventive» è il modo con cui l'organizzazione, poi, ha impostato il proprio sistema per affrontare l'eventualità di un mancato soddisfacimento di un requisito, prevenirne le cause ed attenuarne gli effetti negativi, definire e controllare le contromisure.
  • L'esecuzione di un «Controllo delle registrazioni».
  • L'effettuazione di un «Audit interno».

Agire (ACT)
Tramite l'effettuazione della riesamina resa possibile dal «Riesame della direzione».

Transizione alla nuova norma ISO 14001 edizione 2015

E' stata appena pubblicata la nuova edizione 2015 della norma ISO 14001 che sostituirà la ISO 14001:2004. Per l'entrata in vigore di entrambe le norme, IAF - International Accreditation Forum - ha fissato un periodo transitorio di 3 anni dalla pubblicazione, come deciso dall'Assemblea Generale nel corso dei meetings di Seoul del 2013 e di Vancouver del 2014. Per supportare tutte le parti interessate nel processo di transizione alle nuove norme, IAF ha inoltre pubblicato il documento informativo  IAF ID 10:2015 "Transition Planning Guidance for ISO 14001:2015" che si riporta in allegato.

In Italia, per i Nuovi accreditamenti, a partire dalla data di pubblicazione della nuova edizione 2015  della ISO 14001, non saranno più accolte nuove domande di accreditamento che facciano riferimento  alla ISO 14001:2004. Continueranno ad essere accettate domande di estensione che facciano riferimento  alla ISO 14001:2004. Inoltre, prima di gestire pratiche di certificazione a fronte della nuova edizione 2015  della ISO 14001, gli Organismi devono assicurarsi che - in funzione del livello di competenza - il personale coinvolto (staff operativo, ispettori, Comitati di delibera e per la salvaguardia dell'imparzialità) sia adeguatamente formato sulle novità e sulle implicazioni delle nuove norme. Gli Organismi di certificazione dovranno predisporre un adeguato piano di transizione. Per i 3 anni successivi alla data di pubblicazione della nuova edizione 2015 della ISO 14001, saranno valide le nuove certificazioni e i rinnovi emessi a fronte della ISO 14001 sia 2004 che 2015. La data di scadenza delle certificazioni  ISO 14001:2004 emesse durante il periodo transitorio di 3 anni dovrà però corrispondere alla fine di tale periodo.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Settembre 2015 19:18
 

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